Economia

Testamento, come funziona e quanto costa farlo

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Gianluca Pirovano

Come funziona il testamento in Italia? Ne esistono diversi tipi: olografo, pubblico e segreto, oltre ad alcuni testamenti speciali. Ognuno di questi viene redatto in maniera differente e gestito in maniera differente dopo il decesso.

Il testamento è, per la legislazione italiana, l’atto con il qualche un soggetto manifesta le proprie volontà circa la gestione dei suoi beni post mortem. Si tratta di beni materiali (denaro, proprietà, aziende), ma anche di indicazioni morali come, per esempio, dettami sull’organizzazione delle esequie o indicazioni su come portare avanti una determinata attività.

Testamento, ecco come funziona in Italia

In Italia esistono diversi tipi di testamento. Il primo è il testamento olografo. Si intende, per testamento olografo, il testamento redatto di proprio pugno dalla persona interessata. Per essere valido, però, deve essere scritto a mano direttamente dalla persona, firmato e datato. Nel caso in cui fosse scritto a macchina o a computer sarebbe automaticamente considerato non valido.

Immagine | Unsplash @Scott Graham – Lamiapartitaiva.it

Per testamento privato si intende, invece, un testamento redatto di fronte ad un notaio, che riveste il ruolo di pubblico ufficiale. A dettarlo è il soggetto interessato, ma può farlo soltanto alla presenza di due testimoni, oltre al notaio. Nell’atto notarile oltre alla data, al luogo e all’ora in cui viene redatto, il notaio dovrà riportare la descrizione precisa della destinazione dei beni. I testimoni hanno la funzione di garantire che quanto viene comunicato nell’atto sia quanto riferito dal testatore e che questi non sia stato in alcun modo influenzato.

E se il testatore è muto o sordo? La legge ha un’eccezione specifica: “Per il testamento del muto, sordo o sordomuto si osservano le norme stabilite dalla legge notarile per gli atti pubblici di queste persone. Qualora il testatore sia incapace anche di leggere, devono intervenire quattro testimoni“.

Il testamento segreto, invece, è una sorta di via di mezzo. Si tratta di un documento che può essere redatto dal testatore o da qualcuno sotto dettatura. La differenza con quello olografo, è che viene consegnato al notaio in busta chiusa e sigillata e davanti a due testimoni. La differenza con quello privato è che viene redatto direttamente dalla persona, senza renderlo pubblico prima della sua morte.

Cosa succede alla morte del testatore?

Ora che il quadro è completo, sorge un’altra domanda: cosa succede alla morte del testatore? In caso di testamento olografo, si deve provvedere alla sua pubblicazione. In caso, invece, di testamento pubblico non è necessaria. Infatti, essendo stato scritto da un notaio già riveste la forma dell’atto pubblico. Allo stesso modo, però, la sua esistenza dovrà resa nota a tutti coloro che hanno un interesse, avendo dei benefici dal testamento, una volta che il notaio sarà venuto a conoscenza della morte del testatore.

Inizierà, poi, la fase burocratica con l’assegnazione dei beni secondo la legge e secondo il testamento. Se qualcuno non fosse d’accordo con quanto riportato nel testamento e volesse impugnarlo, avrà tempo cinque anni dalla morte del testatore per far valere le proprie ragioni.

È bene, infine, sapere che i costi per la successione variano da circa mille ad anche duemila euro, in parte imputabili a oneri fiscali e non, in parte per gli onorari del professionista.

 

 

Gianluca Pirovano

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