Addio soglia 5%: il DL 38/2026 ripristina la detassazione di dividendi e PEX fino al 2025

Luca Ippolito

31 Marzo 2026

Il decreto legge 38 del 2026 รจ entrato in vigore, riportando al centro del dibattito fiscale una questione calda: la detassazione su dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate, il cosiddetto regime Pex. Era prevista fino al 2025, poi sospesa, ora torna con effetto immediato. Gli azionisti italiani hanno accolto la notizia con un misto di sollievo e attenzione. Perchรฉ, in fondo, si tratta di un segnale forte sulle scelte del governo, che vuole spingere gli investimenti nelle imprese del Paese. Quel che conta davvero, perรฒ, รจ che i risparmiatori vedono cambiare le regole del gioco proprio dove si decide la mobilitร  del capitale e il destino di molti portafogli.

Cosa cambia per dividendi e plusvalenze Pex

Il decreto 38/2026 rivede le regole sulla tassazione dei redditi da capitale, concentrandosi su dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio, il provvedimento riattiva la detassazione che sarebbe dovuta scadere a fine 2025. In pratica, chi percepisce dividendi da societร  italiane o realizza plusvalenze dalla vendita di partecipazioni qualificate potrร  godere di una tassazione agevolata o addirittura di esenzioni parziali rispetto alle aliquote ordinarie Irpef e Ires.

Si tratta di un alleggerimento fiscale concreto per molti investitori, soprattutto per chi detiene quote significative in societร  non quotate. Il regime Pex riguarda infatti le plusvalenze da vendita di partecipazioni qualificate in societร  di capitali. Dietro a questa norma cโ€™รจ la volontร  di sostenere la capitalizzazione delle imprese italiane e di evitare che una pressione fiscale troppo alta svuoti le risorse finanziarie. Il governo ha scelto di confermare questo strumento come leva anticiclica per accompagnare le imprese italiane in un momento di sfide legate alla competitivitร  e alla crescita.

Come funziona la detassazione su dividendi e plusvalenze

Il nuovo regime si basa su due punti chiave: una tassazione ridotta sui dividendi e una parziale o totale esenzione sulle plusvalenze da partecipazioni qualificate. Per quanto riguarda i dividendi, una buona parte del reddito da capitale viene esclusa dal calcolo dellโ€™imponibile Irpef o Ires. In sostanza, gli investitori pagheranno meno tasse rispetto al passato, con un risparmio immediato sulle somme ricevute.

Per esempio, chi incassa 10.000 euro di dividendi potrร  beneficiare di una riduzione dellโ€™aliquota effettiva in base alla quota esentata. Questo vantaggio รจ particolarmente significativo per chi investe in societร  non quotate, dove le partecipazioni qualificate pesano molto nel portafoglio. Sul fronte Pex, la norma permette di escludere dalle imposte una parte consistente dellโ€™utile derivante dalla vendita di quote qualificate, a patto che siano rispettati requisiti su percentuale di possesso e durata della partecipazione.

In pratica, chi cede quote dopo averle detenute per un certo tempo e in una misura rilevante, potrร  pagare poco o niente sulla plusvalenza. Un incentivo importante per chi finanzia imprese innovative e medie aziende italiane, che spesso hanno bisogno di capitali stabili per crescere.

Reazioni e aspettative dal mondo economico

La reintroduzione della detassazione ha raccolto consensi tra associazioni di azionisti, fondi dโ€™investimento e imprese, che vedono in questa misura una boccata dโ€™ossigeno. Le principali organizzazioni di categoria hanno sottolineato come si tratti di una risposta chiara alle richieste di evitare aumenti fiscali troppo pesanti, confermando lโ€™impegno del governo a sostenere la patrimonializzazione e lo sviluppo delle imprese italiane.

Dโ€™altro canto, alcuni esperti avvertono la necessitร  di mantenere un equilibrio: meno tasse su dividendi e plusvalenze possono stimolare gli investimenti, ma rischiano anche di ridurre le entrate fiscali complessive. Sarร  importante monitorare se questo alleggerimento fiscale porterร  davvero a maggiori investimenti produttivi o si tradurrร  solo in minori entrate per lo Stato.

Per gli investitori, soprattutto quelli istituzionali, la stabilitร  e chiarezza delle nuove regole rappresentano un segnale positivo. Sapere di poter contare su un quadro fiscale certo รจ fondamentale per pianificare strategie di investimento a medio e lungo termine. Nei prossimi mesi si vedrร  come questa misura si intreccerร  con le altre politiche economiche del 2026 e se riuscirร  a rafforzare la fiducia nel mercato italiano.

Quale futuro per la fiscalitร  sui redditi da capitale

Il decreto 38/2026 non si limita a riattivare la detassazione, ma indica la direzione che il governo vuole seguire negli anni a venire sulla tassazione dei redditi da capitale. Rinnovare il regime Pex e la detassazione sui dividendi รจ una scelta netta: si punta a mantenere il capitale allโ€™interno delle imprese e a ridurre il costo del rischio per chi investe.

In un mondo sempre piรน competitivo e in rapida evoluzione, sostenere la soliditร  patrimoniale e la capacitร  dโ€™investimento delle aziende italiane รจ fondamentale. Il governo conferma cosรฌ lโ€™attenzione verso un tessuto economico fatto soprattutto di piccole e medie imprese, con bisogni di liquiditร  e capitale sempre piรน complessi.

Il percorso sarร  seguito con attenzione da esperti e operatori per correggere eventuali criticitร . Nel frattempo, investitori e imprenditori possono contare su regole piรน favorevoli per gestire i propri capitali e pianificare la crescita, con la certezza che dividendi e plusvalenze peseranno meno sui loro bilanci.

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