Bonifico per bonus casa, se si sbaglia si perde l’agevolazione?

Bonifico per ecobonus della casa: cosa succede se si commettono degli errori nei dati identificativi e nella compilazione. 

Il contribuente che intende ottenere bonus fiscali per interventi edilizi, come l’ecobonus, deve fare attenzione alla compilazione corretta dei bonifici bancari. Ma cosa succede se per un errore viene indicata una norma diversa dal bonus che si intende ottenere?

cosa fare con bonifico errato ecobonus
Ecobonus, cosa fare se il bonifico è stato compilato male? -(Lamiapartitaiva.it)

Un caso emblematico riguarda un cittadino che nel 2023 ha realizzato lavori di efficientamento energetico oggetto di ecobonus. Nella causale del bonifico bancario, però, ha indicato la norma relativa al bonus per le ristrutturazioni edilizie anziché quella relativa all’ecobonus.

Come intervenire su errori commessi nella compilazione dell’ecobonus

Secondo quanto spiegato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 17/2023, nel caso di errori materiali nei bonifici per le detrazioni fiscali, che riguardino la norma relativa al recupero del patrimonio edilizio anziché l’ecobonus, l’agevolazione può comunque essere riconosciuta senza ulteriori adempimenti da parte del contribuente.

Questo significa che gli errori commessi nei bonifici non precludono la possibilità di ottenere l’ecobonus, a patto che siano rispettate tutte le condizioni previste per la detrazione. Ma quali sono le condizioni per ottenere l’ecobonus? Innanzitutto, è importante ricordare che scadrà il 31 dicembre 2024, quindi le spese per i lavori di riqualificazione energetica devono essere sostenute entro questa data, mentre i lavori possono continuare anche dopo.

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Ecco come intervenire in caso di errato bonifico – (Lamiapartitaiva.it)

Possono essere detratte non solo le spese sostenute per l’intervento principale, ma anche quelle relative alle opere edili connesse, alla progettazione dei lavori e al rilascio di certificazioni e attestazioni energetiche. L’ecobonus può essere fruito sia come detrazione Irpef, ad esempio per i contribuenti dipendenti che realizzano i lavori sulla propria abitazione, sia come detrazione Ires per le imprese e le società. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

È importante sottolineare che non è più possibile scegliere lo sconto in fattura o la cessione del credito. Queste opzioni sono possibili solo se entro il 16 febbraio 2023 richiederete il titolo abilitativo o avrete effettuato pagamenti o stretti accordi che provano la data dei lavori di edilizia libera. L’aliquota della detrazione varia dal 50% al 65%, a seconda del tipo di intervento realizzato. L’inps riconosce una detrazione del 70% per gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici condominiali che interessano almeno il 25% dell’involucro. La detrazione sale al 75% se l’intervento migliora la prestazione energetica invernale ed estiva.

Il limite massimo della detrazione varia a seconda della categoria degli interventi e degli immobili. Per le singole unità immobiliari, il limite è di 100.000, 60.000 e 30.000 euro. Nei condomini, invece, la detrazione si ottiene su un ammontare delle spese fino a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari presenti nell’edificio.

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