Cartelle esattoriali dopo quanto tempo vanno in prescrizione? Ecco quando non devi più preoccuparti dei debiti

Scopri quando le cartelle esattoriali vanno in prescrizione e liberati dalle preoccupazioni finanziarie! Un viaggio nei termini di prescrizione che ti permetterà di conoscere il momento esatto in cui i debiti non saranno più una minaccia.

Il tema della prescrizione delle cartelle esattoriali è da sempre al centro di accesi dibattiti. La mancanza di un termine univoco ha generato interrogativi sulle possibilità che sia decennale o quinquennale.

Prescrizione delle cartelle esattoriali
Quando le cartelle esattoriali vanno in prescrizione?

La Legge di Bilancio 2018 aveva proposto la prescrizione decennale, con effetti retroattivi che avrebbero coinvolto anche debiti già prescritti in caso di mancata contestazione. Tale approccio avrebbe penalizzato i contribuenti certi della prescrizione, sottoponendoli a cartelle già scadute, come quelle relative a bollo auto, multe, contributi Inps e tasse locali (Imu, Tasi, Tari).

Ma cosa significa realmente la prescrizione delle cartelle esattoriali? Semplicemente, porta alla scadenza dell’efficacia delle stesse, eliminando il debito ivi contenuto. Una volta prescritta, la cartella perde ogni validità, e non può più essere richiesto il pagamento. Tuttavia, la prescrizione varia a seconda della natura del debito e dalla data di nascita dello stesso. Oltre il termine di prescrizione, la cartella può considerarsi scaduta, invalidando tutte le azioni correlate al debito (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche).

Quando si prescrivono le cartelle esattoriali?

La prescrizione, automatica e senza bisogno di azioni da parte del contribuente, si attua dopo 3, 5 o 10 anni. Ma attenzione: se nonostante la prescrizione il contribuente paga il debito, non avrà diritto al rimborso. Quando si tratta di cartelle esattoriali, i termini di prescrizione variano a seconda del tributo. Ad esempio, l’IRPEF, l’IVA, l’IRES, l’IRAP e altri debiti erariali hanno un termine di prescrizione decennale, mentre IMU, TARI, TASI, contributi INPS, INAIL, multe e sanzioni amministrative seguono una prescrizione quinquennale. Il bollo auto e relative cartelle, invece, si prescrivono in 3 anni.

Scopri quando puoi dire addio alle cartelle esattoriali
Quando il tempo gioca a tuo favore: prescrizione delle cartelle esattoriali – lamiapartitaiva.it

È fondamentale conoscere il momento in cui inizia la prescrizione delle cartelle esattoriali: decorre 60 giorni dalla notifica del pagamento. La data di notifica è cruciale, poiché eventuali errori influenzano il conteggio della prescrizione. Ma cosa fare se si vuole verificare la propria situazione debitoria? Si può accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per controllare la presenza di eventuali cartelle esattoriali. La prescrizione automatica non cancella la cartella, è necessario chiedere l’annullamento presentando un ricorso in autotutela sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Un passo importante per garantire che il debito non possa più essere contestato.

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