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Ciclone Harry: Sospesi Tutti gli Adempimenti Fiscali e Contributivi in Calabria, Sardegna e Sicilia

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Luca Ippolito

Roma, 29 gennaio 2026 – Il ciclone Harry ha sferzato con violenza le regioni di Calabria, Sardegna e Sicilia nei giorni scorsi, lasciando dietro di sé una scia di danni e richieste pressanti d’intervento da parte delle amministrazioni locali. Il governo, riunito a Palazzo Chigi fino a tarda notte ieri, ha annunciato la sospensione immediata di tutti gli adempimenti fiscali e contributivi nelle zone più colpite. Una misura che, spiegano fonti del Ministero dell’Economia, punta a offrire “un primo, necessario sollievo a cittadini e imprese impossibilitati a riprendere le attività quotidiane”.

Governo in campo: sostegno urgente alle zone colpite

Il premier Giorgia Meloni ha definito “urgente” l’intervento durante una breve dichiarazione ai giornalisti, intorno alle 19, sotto la pioggia in Piazza Colonna. “Abbiamo il dovere di stare vicino alle comunità travolte dall’emergenza”, ha detto la presidente del Consiglio, confermando la sospensione dei termini per il pagamento di imposte e contributi “fino a nuovo ordine”.

Secondo una prima stima della Protezione Civile, più di 30 mila famiglie sono state coinvolte dalle alluvioni e dalle forti raffiche di vento che hanno colpito tra il 24 e il 27 gennaio le province di Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Catania e Siracusa. Ancora numerose le strade chiuse per frane e allagamenti, soprattutto nell’entroterra sardo e nel sud-est della Sicilia.

Imprese sotto choc: l’allarme delle associazioni di categoria

Sul fronte economico arrivano richieste d’aiuto da parte delle associazioni degli imprenditori, con Confartigianato e CNA in prima linea. Un appello per evitare “una paralisi irreversibile delle piccole attività”. Giuseppe Balsamo, presidente di Confartigianato Sicilia, racconta di “negozi chiusi a Palermo e Siracusa, magazzini sommersi dall’acqua tra Gela e Caltanissetta”. Nei mercati ortofrutticoli di Reggio Calabria e della piana di Gioia Tauro i danni agli impianti d’irrigazione rischiano di compromettere la stagione degli agrumi.

Per ora il provvedimento del governo riguarda i versamenti fiscali con scadenza entro il 15 marzo. Una finestra che – spiegano dal Ministero – potrebbe essere allargata “in base all’andamento della situazione”. Intanto nei territori colpiti si fanno i primi conti: Coldiretti Calabria parla di una perdita per gli agricoltori che si aggira intorno ai 12 milioni di euro, senza considerare i danni alle strutture.

Sospensione dei tributi: cosa prevede la misura

Le circolari pubblicate dall’Agenzia delle Entrate chiariscono che la sospensione riguarda Irpef, Iva, contributi INPS e tutte le tasse dovute da chi risiede o ha domicilio nei comuni dichiarati in stato d’emergenza. I dettagli operativi arriveranno nei prossimi giorni. Intanto le Camere di Commercio locali segnalano “centinaia di richieste di chiarimento”.

A Cagliari il sindaco Paolo Truzzu fa sapere che “il Comune sta preparando un elenco dettagliato dei danni subiti da famiglie e imprese”. Stamattina la Prefettura ha diffuso una nota invitando chi ha subito danni a conservare ogni documento utile per le future domande di risarcimento.

Protezione civile al lavoro sulle infrastrutture critiche

La priorità resta la sicurezza delle infrastrutture. Le squadre della Protezione civile sono impegnate sulla statale 106 jonica e sulla provinciale tra Olbia e Nuoro. Problemi anche sulla linea ferroviaria Messina–Catania: Trenitalia annuncia che alcune corse saranno sospese almeno fino al 2 febbraio.

A Vibo Valentia e in vari quartieri di Sassari molti residenti segnalano mancanze nell’erogazione dell’acqua potabile. “Ci sono famiglie senza corrente da due giorni”, racconta un volontario della Croce Rossa incontrato questa mattina davanti a una scuola evacuata.

Prossimi passi: verso lo stato d’emergenza nazionale

In Consiglio dei ministri si attende ora il decreto con la formale dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale, indispensabile per sbloccare fondi straordinari. “Dobbiamo muoverci in fretta – avverte il ministro Musumeci – perché ogni giorno perso è un rischio in più per chi vive nelle aree più isolate”.

Le stime definitive sui danni arriveranno solo nelle prossime settimane. Nel frattempo nei centri colpiti dal ciclone Harry si lavora tra detriti e fango. Sul volto dei sindaci resta la preoccupazione — come ha confidato questa mattina quello di Lentini — “di non lasciare indietro nessuno”.

Luca Ippolito

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