Codice della Crisi d’Impresa: ANC Invia Contributo sulla Seconda Bozza della Circolare Agenzia delle Entrate

Luca Ippolito

22 Ottobre 2026

Roma, 20 luglio 2026 – “Il codice della crisi d’impresa cambia passo”, ha detto un esperto dell’Associazione Nazionale Commercialisti . Dopo aver mosso i primi rilievi a maggio, l’ANC è tornata sul tema, inviando osservazioni dettagliate sulla seconda bozza della circolare dell’Agenzia delle Entrate. Un gesto che non è solo formale: testimonia la forte attenzione dei commercialisti italiani alle regole fiscali e contabili, cruciali per le aziende in tempi di trasformazioni continue e incertezza normativa.

Consultazione pubblica, si entra nel vivo delle questioni operative

La seconda fase della consultazione pubblica sul codice della crisi d’impresa si concentra sulle indicazioni pratiche dell’Agenzia delle Entrate riguardo alla gestione delle situazioni di crisi e insolvenza. Dopo aver commentato la prima parte della circolare, l’ANC ha esaminato con cura la nuova bozza, mettendo in luce criticità e proposte. Lo scopo è chiaro: rendere le regole fiscali più chiare e applicabili, in un settore dove precisione e tempestività sono fondamentali per la sopravvivenza delle imprese.

Questa fase è decisiva perché affronta temi tecnici essenziali, come la definizione degli indicatori di crisi, i tempi di intervento degli enti coinvolti e le conseguenze fiscali per gli imprenditori. La presenza attiva dell’ANC sottolinea l’importanza che i commercialisti attribuiscono a queste questioni, offrendo un supporto concreto in momenti delicati per le aziende.

ANC chiede chiarezza e praticità nella circolare

Nel dettaglio, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha segnalato alcune criticità nella seconda parte della bozza, sollecitando un confronto più approfondito con l’Agenzia delle Entrate. Tra le richieste più rilevanti, spicca quella di una maggiore chiarezza sugli obblighi informativi e documentali delle imprese coinvolte nelle procedure di allerta. L’obiettivo è evitare interpretazioni diverse che potrebbero penalizzare le realtà produttive.

L’ANC ha inoltre chiesto di inserire esempi pratici per aiutare i professionisti a districarsi tra le complessità operative. Un altro tema caldo riguarda i tempi previsti per segnalare gli stati di crisi: devono essere bilanciati per consentire interventi rapidi senza appesantire le aziende con oneri burocratici eccessivi. L’Associazione propone procedure più snelle, soprattutto per le piccole e medie imprese, che sono le più esposte ai rischi di insolvenza.

Infine, l’ANC ha evidenziato la necessità di un’integrazione efficace tra dati fiscali e contabili, per garantire trasparenza e coerenza nella documentazione da presentare.

Professionisti e istituzioni, un dialogo indispensabile

Il contributo dell’ANC conferma quanto sia importante il confronto tra istituzioni e professionisti nella costruzione di norme che funzionino davvero. Le consultazioni pubbliche diventano così momenti fondamentali per mettere a fuoco problemi concreti e trovare soluzioni pratiche. La partecipazione attiva di associazioni come l’ANC aiuta a calibrare le disposizioni secondo le esigenze reali delle imprese italiane.

I commercialisti, in quanto intermediari tra legge e impresa, giocano un ruolo chiave nel migliorare costantemente il sistema di allerta e gli strumenti per gestire le crisi. Il loro lavoro ha un impatto diretto sulla sostenibilità delle aziende e sulla tutela dei creditori. In un periodo segnato da sfide importanti, mantenere aperto questo canale di dialogo è una garanzia di leggi più efficaci e di un supporto concreto per chi opera nel settore.

Cosa succede adesso? I prossimi passi

Con la scadenza del 20 luglio 2026 ormai superata per l’invio delle osservazioni, ora si attende la risposta dell’Agenzia delle Entrate. Sarà interessante vedere come le critiche e i suggerimenti, compresi quelli dell’ANC, verranno accolti e integrati nella versione definitiva della circolare. Questo documento sarà fondamentale per orientare interpretazioni e applicazioni del codice della crisi, da parte di professionisti, enti pubblici e imprese.

Il calendario prevede ulteriori revisioni e momenti formativi per i professionisti, con l’obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione e della gestione tempestiva delle crisi, indispensabile per un’economia più solida. Nel frattempo, le associazioni continueranno a seguire da vicino l’evoluzione normativa, mantenendo vivo il confronto con le istituzioni.

In un contesto sempre più complesso, il dialogo tra Agenzia delle Entrate e mondo professionale resta la chiave per aggiornare le norme in modo coerente con le esigenze dell’economia italiana. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse, che influenzeranno il futuro delle imprese nel nostro Paese.

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