Roma, 20 luglio 2026. Il Codice della Crisi d’Impresa continua a far discutere. A pochi giorni dall’uscita della seconda bozza della circolare dell’Agenzia delle Entrate, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha deciso di intervenire con osservazioni precise. Non è la prima volta: già con la versione precedente, la richiesta era netta. Serve chiarezza, serve uniformità nell’applicazione delle nuove norme.
Quello che l’ANC mette in luce riguarda aspetti concreti, quelli che i professionisti vivono ogni giorno nelle procedure di allerta e crisi. Non un semplice passaggio burocratico, ma un vero confronto tra chi scrive le regole e chi, sul campo, le deve interpretare. Le linee guida dell’Agenzia restano un punto di riferimento indispensabile per evitare fraintendimenti e incertezze operative.
La seconda bozza della circolare: cosa cambia e cosa si aggiunge
La nuova bozza dell’Agenzia delle Entrate entra nel dettaglio delle procedure da seguire in caso di crisi d’impresa, mettendo l’accento sulle modalità per individuare i segnali di difficoltà finanziaria. Il documento spiega meglio i criteri per riconoscere in anticipo i rischi e stabilisce come gli organi di controllo nelle aziende devono obbligatoriamente segnalare eventuali problemi.
Il testo dedica spazio anche al ruolo dei commercialisti, chiamati a monitorare costantemente la salute economica delle imprese. L’obiettivo della normativa è chiaro: rafforzare la prevenzione, spingendo a intervenire prima che i problemi diventino irreversibili. Sono specificate inoltre le scadenze per la trasmissione dei dati e le modalità di collaborazione con gli enti coinvolti.
Ampio spazio è riservato alla gestione dei dati contabili e patrimoniali da utilizzare per la valutazione, con l’invito a uniformare i criteri attraverso esempi concreti. L’intento è semplificare le procedure e ridurre gli errori nelle segnalazioni obbligatorie.
ANC: i punti critici e le proposte per migliorare la circolare
Nel documento inviato il 16 luglio 2026, l’ANC ha passato al setaccio ogni punto della bozza, sottolineando l’importanza di trovare un equilibrio tra regole rigide e flessibilità pratica. L’associazione mette in guardia contro formalismi eccessivi che rischiano di bloccare l’efficacia degli strumenti di allerta.
Particolare attenzione è stata riservata ai parametri numerici che indicano la crisi d’impresa. L’ANC chiede soglie più precise e indicatori più sofisticati, meno influenzati da situazioni temporanee. Così si potrà valutare meglio lo stato di rischio reale.
Un altro tema riguarda le responsabilità dei professionisti nelle segnalazioni. L’associazione propone modelli operativi chiari per uniformare le procedure e evitare equivoci che potrebbero portare a contenziosi. L’obiettivo è trovare un bilanciamento che tuteli sia le imprese sia i consulenti.
Infine, l’ANC ribadisce l’importanza della formazione continua e si offre di collaborare con l’Agenzia per sviluppare percorsi informativi mirati, indispensabili per applicare correttamente le nuove disposizioni.
Cosa cambierà nel lavoro quotidiano di commercialisti e imprese
L’entrata in vigore delle circolari con le nuove regole sulla crisi d’impresa avrà un impatto diretto sul lavoro dei commercialisti, soprattutto nelle medie e grandi aziende. I nuovi parametri e le procedure di segnalazione spingeranno a una maggiore trasparenza e a interventi tempestivi, fondamentali per evitare situazioni di insolvenza complesse.
Per i professionisti sarà necessario aggiornare gli strumenti di analisi e controllo, integrando le indicazioni della circolare con i modelli di valutazione finanziaria. Cambieranno anche le modalità di comunicazione tra organi di controllo, amministratori e autorità competenti.
Sul fronte aziendale, ci si attende un rafforzamento dei sistemi di controllo interno, una revisione delle prassi di reporting e probabilmente investimenti in nuovi strumenti informatici per monitorare con precisione i segnali di crisi. La collaborazione tra consulenti e imprese dovrà farsi più stretta per sfruttare al meglio le possibilità di intervento precoce.
Le aziende, insomma, dovranno adottare un atteggiamento più proattivo verso le segnalazioni. Il nuovo Codice non va visto solo come un obbligo, ma come un’opportunità per individuare e risolvere per tempo problemi strutturali o congiunturali.
Il cammino verso la versione definitiva: consultazioni e confronto
L’ente responsabile ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere i pareri di operatori economici ed esperti del settore. L’obiettivo è mettere a punto un testo finale che coniughi rigore giuridico e praticità.
L’Associazione Nazionale Commercialisti è tra le voci più ascoltate in questo confronto, data la centralità dei suoi iscritti nella gestione delle crisi aziendali. Le osservazioni raccolte saranno valutate con attenzione dall’Agenzia prima della stesura definitiva.
Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori incontri tecnici per risolvere i nodi più complessi e definire linee comuni. A chi partecipa si chiede precisione e attenzione, perché ogni dettaglio può influire sul funzionamento del sistema.
Il confronto proseguirà quindi serrato, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno alla circolare definitiva, pronta per entrare subito in vigore e dare un nuovo volto alla gestione della crisi d’impresa e alla consulenza professionale.