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Commissione Europea lancia la consultazione sugli ESRS semplificati: commenti aperti fino al 3 giugno

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Franco Sidoli

Il tempo stringe: il 3 giugno 2024 scade il termine per inviare osservazioni sul nuovo standard di rendicontazione volontaria della sostenibilità. Un passaggio cruciale, perché questo strumento punta a mettere ordine nei report aziendali, rendendoli più trasparenti e comparabili. Dietro al documento, c’è la volontà di definire regole chiare e condivise, capaci di mettere d’accordo imprese e stakeholder. Ora, nella fase di consultazione pubblica, ogni commento conta davvero: è l’occasione per affinare uno standard che renda più semplice e credibile la comunicazione di dati ambientali, sociali e di governance. Dopodiché, si passerà alla revisione.

Cosa prevede lo standard di rendicontazione volontaria

Il testo in discussione delinea un quadro che le aziende possono scegliere di adottare per migliorare la qualità e la comparabilità delle informazioni che forniscono. Lo standard offre indicazioni precise su come raccogliere e presentare dati riguardanti l’impatto ambientale, la responsabilità sociale e la governance d’impresa. Oggi più che mai, la trasparenza in questi ambiti è un elemento chiave per investitori, clienti e comunità.

Tra le novità, c’è una struttura modulare che permette alle organizzazioni di adattare il reporting alle proprie dimensioni e al settore in cui operano, senza perdere di vista un livello minimo di completezza e affidabilità. Sono indicati anche requisiti tecnici per misurazioni, verifiche interne ed esterne e criteri per mantenere la coerenza dei dati nel tempo. Lo standard spiega pure come comunicare gli obiettivi di sostenibilità e i progressi fatti.

Consultazione pubblica: chi partecipa e perché conta

In questa fase sono coinvolti molti attori: imprese, esperti di sostenibilità, ong e istituzioni pubbliche. La consultazione serve a raccogliere opinioni, suggerimenti e critiche per migliorare il testo e far sì che risponda davvero alle esigenze pratiche. Le osservazioni – che possono riguardare aspetti tecnici o contenutistici – saranno valutate da un comitato di esperti che si occuperà della versione finale.

Il processo, che si chiude il 3 giugno 2024, è un’occasione preziosa per assicurare che lo standard sia visto come uno strumento efficace, affidabile e concreto, capace di aiutare le imprese nel loro percorso verso una maggiore responsabilità sociale e ambientale. Coinvolgere un pubblico ampio mostra la volontà di costruire un sistema di rendicontazione inclusivo e flessibile, in grado di accompagnare i cambiamenti dell’economia e della finanza.

Cosa cambia per le imprese e quali prospettive

Avere uno standard volontario ben fatto può essere un vantaggio per chi vuole distinguersi con una comunicazione chiara e affidabile sulle proprie pratiche sostenibili. La crescente attenzione di mercati e investitori ai fattori ESG rende questa esigenza sempre più urgente. Adottare un modello comune aiuta anche a ridurre la dispersione delle informazioni e facilita il confronto tra aziende diverse.

Guardando avanti, la rendicontazione volontaria potrebbe affiancare o preparare il terreno a future norme obbligatorie, diventando un banco di prova per sviluppare le migliori pratiche. Le imprese che partecipano attivamente alla consultazione hanno la possibilità di influenzare direttamente lo standard, orientandolo verso strumenti concreti e sostenibili nel tempo. La chiusura dei commenti è quindi un momento importante per chi lavora nel campo della sostenibilità aziendale, sia in Italia che all’estero.

Franco Sidoli

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