Compra ora, paga dopo: la novità tutta italiana per le spese essenziali

La svolta italiana nel “Compra ora, paga dopo” mirata alle spese essenziali: un’innovazione che cambia il gioco.

Nell’era dell’istantaneità e della comodità, il concetto di “Compra ora, paga dopo” ha assunto una nuova dimensione. Nell’ampio panorama di offerte e opportunità, emerge un’iniziativa tutta italiana che mette al centro l’essenzialità e la necessità. In un mondo in cui le spese impreviste possono pesare sul bilancio familiare, una soluzione innovativa si presenta per cambiare il modo in cui affrontiamo queste sfide finanziarie.

Il 'Compra ora, paga dopo' sta ridefinendo il commercio
Il boom del ‘Compra ora, paga dopo’: come sta cambiando il modo di fare shopping – La miapartitaiva.it

Esploriamo insieme come Qomodo, con la sua approfondita prospettiva, stia rivoluzionando il concetto di “Compra ora, paga dopo, focalizzandosi su ciò che veramente conta: le spese essenziali. Questa startup italiana ha conquistato gli investitori, con Fasanara Capital in testa, raccogliendo un’impressionante cifra di 34,5 milioni di euro durante la fase pre-seed, di cui 4,5 milioni in equity e 30 milioni in debito tramite credit facility.

Il suo obiettivo? Rovesciare il concetto di acquisti impulsivi a favore di un approccio mirato alle necessità cruciali, come spese veterinarie, dentali o di riparazione meccanica.

Focus sulle spese cruciali

Gianluca Cocco, co-fondatore di Qomodo, spiega la differenza fondamentale: “Non siamo come gli altri nel settore del ‘Compra ora, paga dopo’, ma ci avviciniamo a chi offre credito al consumo.” La loro attenzione è puntata sul mondo fisico, con uno sguardo attento alle spese essenziali. Mentre gli operatori tradizionali si concentrano su transazioni da 100-150 euro, Qomodo alza l’asticella a mille euro, suddivisibili in tariffe flessibili e sempre senza interessi per il cliente finale.

Qomodo: la svolta italiana nel 'Compra ora, paga dopo'
Co-founder Gianluca Cocco (Ig qomodo_pay)- La miapartitaiva.it

Il loro modello di business si basa su una commissione e un canone fisso per un modulo Saas che consente pagamenti dilazionati, pay-per-link e digitali. Chi ne trae beneficio? Gli esercenti, che incassano immediatamente e allargano la propria clientela, raggiungendo anche coloro che altrimenti non potrebbero permettersi una spesa immediata.

“Qomodo è più di un punto di partenza nel mondo del ‘Compra ora, paga dopo’; vogliamo diventare il centro di raccolta unico per i commercianti, concentrando tutti i pagamenti per garantire maggiore competitività sul mercato”, afferma Cocco. Il loro successo si misurerà quando stringeranno alleanze con i software gestionali, portando la fintech direttamente nelle operazioni quotidiane dei negozi. Attualmente, 500 esercenti italiani hanno aderito a Qomodo, ma il punto di pareggio arriverà, secondo i co-fondatori, quando raggiungeranno il migliaio di negozi convenzionati.

In un panorama economico incerto, Qomodo si è armata degli anticorpi giusti. Cocco sottolinea: “Oggi, gli esercenti fanno da banca ai clienti che non possono pagare. Noi ci prendiamo il rischio di impresa”. In un contesto in cui la stagnazione economica e l’aumento dei tassi di interesse mettono a pentimento molte attività, si presenta come una soluzione agile e adattabile, pronta a sfidare le sfide del presente.

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