Contributi sulla pensione, c’è un bonus

Nuovo bonus per i contributi sulla pensione: ecco cosa c’è da sapere a riguardo e chi potrà beneficiarne, arriva la buona notizia.

La pensione è una preoccupazione che riguarda moltissimi italiani, specialmente vista la situazione economica di questi ultimi anni, e non è dunque un caso che sia tra le tematiche su cui i parlamentari dibattono di più: cambiano i governi, ma garantire il futuro dei cittadini in età avanzata resta sempre un nodo difficile da districare.

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Quello che c’è da sapere sul nuovo incentivo per i contributi pensionistici – lamiapartitaiva.it

Mentre l’arrivo della nuova riforma per le pensioni slitta di nuovo e si pensa anche ad un ritorno a Quota 104 (per il prossimo 2025 il governo, a questo punto, dovrà decidere se prorogare le regole in vigore quest’anno o se adottare qualche altra misura, su tutte l’introduzione stabile di Quota 41) arriva un bonus che può far felici in molti.

Nella Legge di Bilancio 2024 è presente infatti il Bonus Maroni, un particolare incentivo dedicato ad una particolare categoria di lavoratori e relativo ai contributi da versare all’Inps; ecco in cosa consiste e chi può beneficiarne, davvero una buona notizia per tante persone.

Bonus Maroni, il nuovo bonus per i contributi sulla pensione: in cosa consiste e chi può usufruirne

Presente nella Legge di Bilancio 2024, il Bonus Maroni garantisce un aumento dello stipendio netto in busta paga grazie ad un esonero contributivo; chi ha rinunciato ad andare in pensione con Quota 103, pur avendone i requisiti, avrà dunque un esonero sul totale dei contributi da versare.

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Il Bonus Maroni garantisce questo incentivo a delle determinate categorie di lavoratori – lamiapartitaiva.it

In sostanza, chi pur avendo maturato un’anzianità contributiva di 41 anni e un’età anagrafica di almeno 62 anni ha deciso di non andare in pensione (aspettando quindi il raggiungimento dei 67 anni di età e il minimo di 20 anni di contributi) si ritroverà i soldi inizialmente destinati ai contributi Inps direttamente in busta paga. Una buona notizia per chi, tramite apposita domanda presentata online sul sito dell’INPS, ha deciso di rimandare il pensionamento.

Lo stesso ‘Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha spiegato come sostanziandosi nell’abbattimento totale della contribuzione dovuta dal lavoratore, non assume la natura di incentivo all’assunzione; di conseguenza, non è soggetto all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione”, evidenziando come usufruendo di questo beneficio non verrà modificata la determinazione dell’importo delle quote di pensione calcolate con il sistema retributivo, basate sulla  retribuzione pensionabile.

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