Crediti formativi obbligatori per revisori legali: 25 crediti annui anche per attività di docenza

Franco Sidoli

10 Settembre 2026

Chi controlla la sostenibilità delle aziende deve studiare di più. Da quest’anno, i revisori che certificano i dati non finanziari hanno l’obbligo di accumulare almeno 25 crediti formativi ogni dodici mesi. Non si tratta di un dettaglio burocratico, ma di una misura necessaria per stare al passo con leggi, tecnologie e metodi che evolvono velocemente. Un settore che, in pochi anni, è diventato cruciale per garantire la trasparenza delle imprese e la fiducia di investitori e consumatori.

Formazione continua, cosa cambia per i revisori della sostenibilità

Il decreto legislativo del 2023 ha introdotto l’obbligo per i revisori della sostenibilità di aggiornarsi senza sosta. Ogni anno, ciascuno deve acquisire almeno 25 crediti formativi, un numero stabilito per garantire preparazione adeguata rispetto agli standard nazionali e internazionali. Questi crediti si ottengono frequentando corsi, seminari, webinar o altre attività riconosciute dagli enti preposti.

Il ruolo del revisore non è più solo quello di leggere bilanci tradizionali. Verificare i dati ESGambientali, sociali e di governance – richiede oggi competenze specifiche e trasversali. Per questo, l’ente che controlla la formazione ha fissato regole rigorose: sono esclusi i contenuti senza un vero approfondimento tecnico o pratico. Inoltre, una parte della formazione deve riguardare la normativa nazionale, europea e gli strumenti digitali legati alla sostenibilità. I crediti vanno documentati e dichiarati ogni anno, a dimostrazione di un impegno serio e continuo. L’obiettivo è alzare la qualità delle verifiche e rafforzare la credibilità delle certificazioni legate alla sostenibilità d’impresa.

L’impatto dell’obbligo formativo su revisori e imprese

Per i revisori, accumulare 25 crediti ogni anno significa riorganizzare tempi e risorse. La formazione continua diventa un investimento necessario per restare aggiornati in un settore in crescita. Molti hanno dovuto rivedere i propri impegni, scegliendo con cura le attività formative più adatte. La sfida è trovare corsi validi e pertinenti, visto l’ampio ventaglio di offerte disponibili. Gli enti formatori sono chiamati a garantire contenuti di qualità, per evitare che la formazione diventi un semplice obbligo da sbrigare, invece che un’occasione di crescita professionale.

Anche le imprese sentono l’effetto di questa regola. Revisori più preparati assicurano valutazioni più precise delle informazioni sulla sostenibilità, aumentando la trasparenza verso stakeholder e mercati finanziari. Le aziende devono affidarsi a professionisti aggiornati, soprattutto ora che gli standard ESG pesano su finanziamenti e reputazione. Questo obbligo aiuta a rafforzare la fiducia nel sistema di rendicontazione non finanziaria, sempre più complesso e sotto la lente delle norme europee.

Come si acquisiscono e certificano i crediti formativi

Per raggiungere i 25 crediti annuali, i revisori devono partecipare a corsi e attività riconosciute dagli organismi di controllo. Spesso si tratta di lezioni online, ma anche in presenza, su temi come la normativa sulla sostenibilità, i principi di revisione, l’analisi dei rischi ESG e l’uso di tecnologie digitali per gestire i dati. Diverse associazioni professionali hanno creato piattaforme dedicate che registrano e certificano i crediti in automatico, semplificando il lavoro dei revisori.

Il sistema prevede controlli periodici, con verifiche a campione sulle dichiarazioni di crediti. Chi non raggiunge il minimo rischia sanzioni disciplinari, fino alla sospensione temporanea dall’albo. L’obiettivo è mantenere alta la qualità della categoria e prevenire abusi o formalismi che compromettano lo scopo formativo. Alcuni enti promuovono anche l’integrazione tra formazione e pratica, proponendo corsi con casi reali o progetti concreti su dati ambientali e sociali.

L’obbligo di aggiornamento continuo disegna così un profilo professionale solido, capace di rispondere a un mercato globale in evoluzione. Le imprese, da parte loro, possono contare su revisori preparati e affidabili, pronti a supportare una rendicontazione sostenibile conforme alle nuove regole europee.

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