Cuchel (ANC): Meno burocrazia e più competitività per imprese e professionisti, l’appello da Bari

Luca Ippolito

23 Agosto 2026

«Basta burocrazia che soffoca imprese e professionisti». Il messaggio arriva forte da Bari, dove il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Commercialisti ha lanciato un appello senza mezzi termini: è urgente tagliare gli eccessi amministrativi che frenano lo sviluppo economico. L’incontro ha visto la partecipazione di politici e rappresentanti del settore, tutti pronti ad ascoltare, e forse a intervenire. Le parole, pesate e decise, riflettono un bisogno concreto: meno ostacoli, più strumenti per far crescere il Paese.

Commercialisti, il motore nascosto dell’economia italiana

I commercialisti non sono solo esperti di numeri: sono il cuore pulsante dell’economia reale. Ogni giorno lavorano fianco a fianco con imprese e professionisti, e spesso si scontrano con una burocrazia che rallenta tutto e spreca risorse. Il presidente Anc ha rimarcato che semplificare le regole è indispensabile per mantenere il passo in un mondo che cambia rapidamente.

Il loro ruolo è cruciale per aiutare aziende di ogni dimensione a investire, innovare e creare posti di lavoro. Oggi, però, molte imprese passano più tempo a districarsi tra scartoffie e procedure che a fare il proprio lavoro. Una situazione che frena il potenziale del settore privato e rallenta l’intero sistema economico, con ricadute negative anche sulla qualità dei servizi offerti.

A Bari politica e imprese cercano soluzioni concrete

Durante l’appuntamento barese, il messaggio dell’Anc ha trovato subito ascolto tra le autorità presenti. Andrea De Bertoldi, parlamentare, ha condiviso la necessità di interventi mirati per snellire la burocrazia. Anche Mario Turco e Chiara Tenerini hanno sottolineato l’urgenza di riforme strutturali per creare un ambiente più favorevole a imprenditori e professionisti.

Nel dibattito sono emersi temi chiave come la digitalizzazione, il coordinamento tra enti pubblici e privati e l’aggiornamento delle norme di mercato. Tutti hanno concordato sull’importanza di leggi che riducano tempi e costi degli adempimenti burocratici. Una riforma del genere sarebbe una spinta decisiva per attrarre investimenti e rinnovare il sistema produttivo italiano.

Burocrazia, un peso quotidiano per imprese e professionisti

Ogni giorno imprese e professionisti si trovano a fare i conti con una burocrazia complicata e lenta. Questo si traduce in uno spreco di tempo e risorse, che finisce per sottrarre energie all’attività principale e aumentare i costi. Le piccole e medie aziende, in particolare, spesso non hanno strutture interne per gestire tutto l’onere amministrativo e devono rivolgersi a consulenti esterni, con ulteriori spese.

I commercialisti segnalano continui cambi normativi e una scarsa semplificazione, con procedure lunghe e intricate che rendono difficile pianificare. Il mancato coordinamento tra enti causa richieste ripetute di documenti, generando frustrazione e inefficienze. Per questo si chiede chiarezza e procedure standard, per rendere più trasparente e accessibile il sistema a cittadini e imprese.

Digitalizzazione e riforme: la strada per un futuro più snello

Tra le soluzioni più concrete c’è la digitalizzazione. Investire in tecnologie moderne significa automatizzare processi, velocizzare lo scambio di informazioni e ridurre gli errori. Questo apre la porta a una collaborazione più efficace tra pubblico e privato, semplificando la gestione delle pratiche e migliorando i rapporti tra imprese, professionisti e amministrazioni.

L’idea di piattaforme uniche per le pratiche e la comunicazione diretta con gli enti pubblici è vista come una svolta. Un sistema così faciliterebbe anche l’aggiornamento costante delle norme e la diffusione di informazioni corrette. Il ruolo delle istituzioni resta fondamentale per calibrare le novità sulle reali esigenze del tessuto produttivo e garantire una crescita basata su regole più snelle.

Le prospettive sono quelle di un’economia più moderna, competitiva e integrata. Meno burocrazia significa investimenti più facili, più innovazione e più posti di lavoro. A Bari, oggi, sembra esserci un consenso forte su questi obiettivi, che fanno della città un punto di riferimento nel dibattito su sviluppo e semplificazione per il 2026.

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