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Deroga prorogata: niente svalutazione per i titoli del circolante nel 2025 e 2026

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Franco Sidoli

Milano, 3 febbraio 2026 – Le società di calcio italiane potrebbero ancora evitare di dover svalutare nei bilanci i cartellini dei calciatori al valore di mercato per gli esercizi 2025 e 2026. La notizia, trapelata nella tarda mattinata tra gli addetti ai lavori, riguarda una possibile proroga della deroga già concessa negli anni scorsi dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dal legislatore. Una scelta molto attesa nei corridoi di via Rosellini, sede della Lega Serie A, che ha un peso importante sulla gestione finanziaria dei club e sul rispetto delle regole nazionali ed europee.

Bilanci e deroga: cosa cambia davvero sui cartellini

In pratica, la normativa vigente impone alle società sportive di iscrivere a bilancio i diritti alle prestazioni sportive – i famosi “cartellini” – al loro valore di mercato, se questo è inferiore rispetto al valore residuo già indicato in bilancio. Una regola pensata per aumentare la trasparenza, ma che con la crisi causata dalla pandemia e la conseguente svalutazione dei trasferimenti ha creato non pochi problemi a molti club italiani.

La deroga in vigore dal 2020 consente invece di evitare questa svalutazione obbligatoria anche quando il valore di mercato è più basso rispetto all’attivo residuo. Fonti vicine ai vertici federali confermano che si sta lavorando a una proroga per coprire anche gli esercizi 2025 e 2026. La decisione non è ancora ufficiale, ma sembra raccogliere il favore di diversi presidenti, soprattutto quelli con investimenti pesanti sui cartellini.

Cosa rischiano i club senza la deroga

Le cifre fornite dalla Lega Serie A sono abbastanza chiare: senza questa deroga molte società dovrebbero mettere a bilancio perdite potenziali da decine di milioni. La voce “minusvalenze da svalutazione dei cartellini” rischierebbe di pesare molto su club come Juventus, Inter, Roma e Napoli. Solo nel 2024, la Lega aveva già segnalato un possibile impatto negativo superiore ai 150 milioni di euro sull’intero sistema.

“Stiamo lavorando a stretto contatto con la Federazione e il legislatore per salvaguardare la sostenibilità del sistema”, ha detto pochi giorni fa Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A. Un messaggio chiaro: senza un po’ di flessibilità contabile, molte società potrebbero vedere messa in discussione la loro solidità finanziaria. Dall’altro lato – ammettono fonti vicine alla contabilità sportiva – questa deroga resta però più un “tampone” temporaneo che una soluzione definitiva.

Reazioni contrastanti e l’incognita UEFA

Non tutti guardano con favore a questa possibile proroga. Secondo quanto raccolto da alanews.it tra gli esperti del settore, alcuni consulenti si chiedono se la misura possa andare d’accordo con le regole UEFA sul Financial Fair Play. L’Unione europea del calcio infatti ha norme precise su come vanno rappresentate le attività immateriali nei bilanci delle squadre impegnate nelle coppe internazionali.

“Bisogna capire se Bruxelles concederà ancora spazio alle federazioni nazionali o se arriverà una stretta”, dice un dirigente della Serie B. Il rischio è che alcune società italiane poi fatichino a preparare i bilanci richiesti dall’UEFA. Per ora non ci sono risposte ufficiali: si lavora su tavoli tecnici con commercialisti dello sport e dirigenti delle maggiori leghe europee.

Il futuro è in bilico: tra proroghe e riforme necessarie

La partita resta aperta. Nei prossimi giorni – fanno sapere dalla FIGC – è previsto un confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per valutare rischi e vantaggi dell’ennesima proroga. L’obiettivo sarebbe quello di “accompagnare il settore fuori dalla lunga coda della crisi pandemica”, spiegano fonti ministeriali. Ma il tempo stringe.

Per le società coinvolte non si tratta affatto di un dettaglio: i bilanci del 2025 sono già in fase di preparazione e serve chiarezza sulle regole da applicare. Nel frattempo il mercato va avanti: dirigenti sportivi e amministrativi continuano a muoversi in uno scenario incerto, aspettando novità dagli uffici di via Allegri e dal Governo.

Il calcio italiano guarda avanti diviso tra proroghe e ritorno alla normalità. Al centro resta sempre lo stesso nodo: garantire la sostenibilità finanziaria, senza scorciatoie ma anche senza forzature che potrebbero mettere a rischio tutto il movimento.

Franco Sidoli

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