Economia

Ecco i bonifici controllati dall’Agenzia delle Entrate

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Enrico DS

C’è bonifico e bonifico. L’Agenzia delle Entrate drizza le antenne e fa scattare tutte le verifiche del caso in presenza di trasferimenti di denaro “sospetti”. 

Oggigiorno il denaro viaggia soprattutto su canali virtuali. Vale per le carte di credito, i bancomat, la varie forme di pagamento digitale e i classici bonifici che, negli anni, si sono evoluti in diverse forme, sull’onda dell’avanzata dell’online. Vediamo le tipologie principali e gli elementi che potrebbero farci finire nel mirino dell’Agenzia delle Entrate per via di operazioni giudicate “sospette”.

Sono diversi gli elementi che potrebbero far scattare i controlli dell’Agenzia delle Entrate per via di operazioni ritenute “sospette”. (Lamiapartitaiva.it)

Come noto, il bonifico online ci offre la possibilità di effettuare un trasferimento di denaro in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, senza doversi recare fisicamente in banca. Uno dei principali vantaggi è la drastica riduzione dei tempi di esecuzione: basta un pc o uno smartphone con l’app di turno per effettuare l’operazione in pochi secondi e con una manciata di clic. Da non trascurare, poi, la riduzione dei costi di commissione, che sono solitamente più bassi rispetto a quelli del tradizionale bonifico allo sportello (e spesso addirittura pari a zero).

I trasferimenti di denaro nel mirino del Fisco

Va da sé che lo strumento si presta anche a usi illeciti, a partire dalle operazioni “in nero”. In questo senso, l’Agenzia delle Entrate è sempre all’erta. Se è vero che i bonifici bancari non sono soggetti a limiti di importo, oltre certe cifre le transazioni possono essere segnalate. Si pensi al caso dell’so dell’acquisto di un bene durevole di grande valore, come un’automobile o una casa. Per queste e altre spese, il valore di un bonifico può tranquillamente arrivare a superare diverse centinaia di migliaia di euro. In circostanze simili, la massima trasparenza e l’inserimento della causale giusta al momento dell’operazione sono essenziali per evitare guai col Fisco.

In caso di bonifici provenienti da un conto estero extra UE, la banca deve segnalare all’Agenzia delle Entrate le transazioni di importo superiore a 15.000 euro. (Lamiapartitaiva.it)

Gli unici limiti rispetto alla somma di denaro trasferita da un conto all’altro gravano sui bonifici all’estero. I privati che effettuano bonifici su conti esteri, infatti, sono tenuti a compilare la Comunicazione Valutaria Statistica (CVS) per importi superiori a 12.500 euro. Idem per i bonifici provenienti da un conto estero extra UE: la banca deve segnalare all’Agenzia delle Entrate tutti quelli di importo superiore a 15.000 euro. I furbetti sono avvisati.

Enrico DS

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