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Elezioni Commercialisti 2024: Affluenza Record Oltre il 60% e Boom di Presidenze Femminili

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Luca Ippolito

Roma, 20 gennaio 2026 – Ieri si sono svolte le elezioni amministrative in tanti comuni italiani, dai piccoli paesi ai capoluoghi meno noti. Il quadro che emerge è più vivo del previsto: alta partecipazione al voto, anche dove c’era una sola lista, e un chiaro aumento delle presidenze femminili. Lo spoglio, finito tra notte e mattina, ha colto di sorpresa sia gli osservatori sia gli amministratori locali. La domanda che gira da stamattina nei palazzi romani è una sola: come mai questo slancio, nonostante molte sfide fossero poco combattute?

Affluenza oltre le attese, anche nei borghi più piccoli

I dati del Ministero dell’Interno dicono che l’affluenza media nazionale ha sfiorato il 66%, con punte sopra il 75% in alcuni paesini dell’Appennino centrale e del Nord-Est. Numeri sorprendenti se si pensa che in molti casi (da Lodi fino al Cilento) c’era solo una lista in gara. A Serracapriola, piccolo centro della provincia di Foggia, alle 18 di ieri aveva già votato più della metà degli elettori.

Gli esperti locali come Paolo Neri, docente di Scienza Politica all’Università di Siena, spiegano così il fenomeno: “Qui si vede un forte legame tra cittadini e amministrazioni. La comunità vuole dare una mano a legittimare chi la governa”. Nessuna apatia dunque. “Al contrario, c’è stato un coinvolgimento diffuso”, aggiunge Neri.

Più donne al comando: i numeri che parlano chiaro

Un altro aspetto evidente del voto riguarda la crescita delle donne elette sindaco o presidenti dei consigli comunali. I dati ufficiali del Viminale dicono che su circa 1.100 comuni andati al voto oltre 360 donne hanno conquistato incarichi di primo piano. Un balzo vicino al 20% rispetto alle elezioni precedenti.

A Castelvecchio Subequo, Abruzzo, la vittoria di Caterina D’Alfonso, ex assessora alla cultura, è stata festeggiata con applausi già poco dopo le 22: “Abbiamo dimostrato che la fiducia nelle donne non è solo parole vuote”, ha detto ai cronisti. Simile il commento di altre neo-elette come Anna Bruni, sindaca a Cernusco sul Naviglio: “Questo voto conferma che la politica locale sta cambiando”.

Liste uniche ma cittadini presenti: il paradosso italiano

La presenza massiccia di molte liste uniche poteva far pensare a un calo d’interesse o a un certo disimpegno degli elettori. Invece è andata diversamente. Fonti del Ministero raccontano che “nei comuni sotto i 15mila abitanti le liste uniche sono aumentate molto negli ultimi dieci anni; oggi riguardano circa il 54% dei centri”. Ma la risposta alle urne non si è fatta attendere.

A Carpignano Sesia, in provincia di Novara, il sindaco uscente – riconfermato con l’83% – ha commentato: “La gente vuole far sentire la sua voce anche quando non c’è partita vera. È qualcosa di culturale”. L’Anci, associazione dei Comuni, ha colto il segnale: “Mantenere alta l’affluenza è una bella notizia per le nostre democrazie”, ha detto questa mattina il presidente Enzo Bianco.

Reazioni e cosa aspettarsi

Sull’aumento della partecipazione in situazioni così particolari gli osservatori restano cauti. “Serve guardare con attenzione”, spiega a caldo Marta Olivieri, ricercatrice all’Istituto Cattaneo. “Potrebbe essere un effetto della pandemia: tornare alla normalità significa anche riprendere in mano l’impegno civico”.

Un dato invece sembra consolidarsi davvero: le donne ai vertici delle amministrazioni locali sono sempre più numerose. L’ex ministra Valeria Fedeli, intervistata ieri sera da alanews.it, lo ha definito “un cambio generazionale e culturale ormai evidente. Non stupisce più nessuno; è realtà”.

Mentre i nuovi consigli comunali si preparano a insediarsi, da Roma arriva uno sguardo attento sulla politica locale: “Quando dal basso arrivano segnali così forti – confida un funzionario Pd alla Camera – dobbiamo chiederci cosa stiamo perdendo nel rapporto con i territori”.

Un laboratorio politico per l’Italia

In sintesi, queste elezioni amministrative di gennaio 2026 raccontano una storia fatta di grande partecipazione nonostante risultati spesso scontati e una nuova generazione di amministratrici pronte a guidare le comunità. Sarà nei prossimi mesi che capiremo se tutto questo influirà davvero sulla politica nazionale. Per ora però, come si sente dire nei bar dei piccoli centri questa mattina, “la gente c’è ancora, almeno qui”.

Luca Ippolito

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