Roma, 12 gennaio 2026 – Il limite maggiorato per la detrazione delle spese relative agli interventi di riqualificazione energetica resta confermato anche per tutto il 2026. A darne notizia, nelle ultime ore, è stato il Ministero dell’Economia, mettendo fine a settimane di incertezza. Un chiarimento molto atteso, soprattutto da associazioni di categoria e operatori del settore edilizio, preoccupati da possibili tagli alle agevolazioni già nei primi mesi dell’anno.
Chi aveva in programma lavori di riqualificazione energetica – isolamento termico, sostituzione di impianti di climatizzazione o installazione di pannelli solari – può tirare un sospiro di sollievo. Il Ministero ha ribadito che il tetto massimo della spesa agevolabile, alzato negli anni scorsi per far fronte all’impennata dei prezzi dei materiali, rimane invariato almeno fino al 31 dicembre 2026.
La misura riguarda sia i privati sia i condomìni che hanno avviato le pratiche entro fine 2025. Secondo la circolare diffusa questa mattina, potranno usufruire della detrazione fiscale maggiorata solo chi presenterà tutta la documentazione entro i termini previsti. Le regole restano quelle già viste nel 2025: confermata la possibilità di cedere il credito o scegliere lo sconto in fattura.
A poche ore dalla pubblicazione della circolare ministeriale sono arrivate le prime reazioni dal mondo dell’edilizia. Gabriele Dossi, presidente dell’Ance Lazio, ha commentato: “Molti cittadini aspettavano di sapere se i lavori già avviati rientrassero ancora nelle condizioni più vantaggiose. Ora c’è finalmente chiarezza.” La proroga della detrazione maggiorata dovrebbe dare una mano a tenere in piedi un settore che nel 2025 aveva rallentato a causa delle incertezze sulle regole e sui limiti disponibili.
Anche dal fronte consumatori arriva una nota positiva: Federconsumatori sottolinea che “la stabilità delle agevolazioni era una richiesta forte da tempo”. Solo così, spiegano dall’associazione, famiglie e proprietari possono programmare con tranquillità gli interventi su case e condomìni, senza temere sorprese o cambiamenti improvvisi da parte dello Stato.
La circolare pubblicata stamattina sul sito del Mef non introduce novità sui criteri d’accesso. Il tetto massimo per i lavori sulle singole unità immobiliari resta a 100.000 euro, mentre per gli interventi condominiali sale a 150.000 euro per ciascuna unità interessata. Confermata anche la percentuale del 65% sulla detrazione delle spese sostenute, da ripartire in dieci rate annuali uguali.
Il beneficio si applica solo agli edifici esistenti; sono escluse le nuove costruzioni. Il Ministero precisa inoltre che non si possono detrarre spese legate a impianti senza certificazioni o realizzati senza le necessarie autorizzazioni urbanistiche previste dalla legge.
Guardando avanti, molte imprese edili sperano che il mantenimento dei limiti maggiorati possa dare nuova linfa agli investimenti nell’efficienza energetica. È un settore che – dati Istat 2025 alla mano – pesa ormai per oltre il 30% sul totale delle ristrutturazioni edilizie avviate nel nostro Paese nell’ultimo anno. Una tendenza incentivata anche dai nuovi standard europei sulle emissioni.
“Serve però chiarezza sulle regole che verranno dopo”, avverte Chiara Fossati, amministratrice di una società milanese specializzata in termotecnica. “I clienti chiedono informazioni su eventuali cambiamenti dal 2027 e temono restrizioni o burocrazia più pesante.” Insomma, se da un lato la proroga dà un po’ di respiro immediato, dall’altro lascia aperta la questione della copertura finanziaria nel medio termine.
Al momento – come sottolinea il comunicato del Mef firmato dal sottosegretario Roberto Cattaneo – i fondi necessari per coprire la detrazione maggiorata durante tutto il 2026 sono stati stanziati con l’ultima Legge di Bilancio. Resta però aperta la sfida della sostenibilità dei bonus nel tempo, visto l’impatto sempre più pesante sulle casse pubbliche. Il governo ha già annunciato che “eventuali estensioni oltre il 2026 saranno valutate con attenzione”.
Per ora dunque la linea è chiara: chi avvia lavori o ha pratiche già in corso potrà usufruire della detrazione maggiorata anche nel 2026. Sul futuro invece si naviga a vista: si attende a Roma una decisione su come bilanciare il sostegno alla transizione ecologica con la necessità di tenere sotto controllo i conti dello Stato.
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