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Modello REDDITI 2025: come ravvedere l’omissione entro il 29 gennaio pagando 25 euro con codice tributo 8911

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Franco Sidoli

Roma, 16 gennaio 2026 – Entro il 31 gennaio molti contribuenti italiani dovranno versare 25 euro all’Agenzia delle Entrate usando il codice tributo 8911. Come ogni anno, questa scadenza riguarda chi ha ricevuto nei mesi scorsi comunicazioni per irregolarità formali o pagamenti tardivi. Il termine interessa in particolare chi ha ricevuto una lettera di compliance o ha scelto di sanare errori con il ravvedimento operoso. Il pagamento – come ricordano i consulenti fiscali – va fatto tramite modello F24, compilando la sezione “Erario”.

Codice tributo 8911: cosa vuol dire e chi deve pagare

Il codice tributo 8911 serve a identificare il pagamento delle sanzioni per irregolarità legate alle dichiarazioni fiscali. Non si tratta di una somma fissa per tutti, ma dell’importo base previsto per alcuni tipi di errori o omissioni, come l’invio tardivo delle dichiarazioni o la mancata trasmissione di dati obbligatori. Secondo gli esperti della Consulta Nazionale dei Caf, i 25 euro si applicano “quando l’irregolarità non comporta una modifica dell’imposta dovuta, ma è solo un adempimento formale”.

Molti contribuenti hanno ricevuto negli ultimi mesi un avviso bonario o una lettera di compliance. Questi messaggi invitano a “regolarizzare” la propria posizione pagando quanto richiesto con il codice tributo indicato. “Si tratta spesso di piccoli errori formali,” spiega Alessandro Longo, commercialista a Roma, “come dati mancanti, omissioni che non cambiano il calcolo dell’imposta o dichiarazioni inviate oltre la scadenza”.

Come pagare: modello F24 e scadenze

La sanzione di 25 euro con codice tributo 8911 va versata tramite il modello F24, lo stesso usato per molti altri tributi italiani. L’importo si inserisce nella sezione ‘Erario’, indicando l’anno di riferimento e riportando il codice tributo che si trova nella comunicazione ricevuta. Non serve allegare documenti, ma è importante conservare la ricevuta del pagamento.

Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate fissano la scadenza entro cui pagare: solitamente il 31 gennaio. Se ci sono dubbi su come compilare il modello o sull’importo da versare, associazioni come Adiconsum e Federconsumatori consigliano di rivolgersi a un Caf o a un professionista esperto.

Perché esiste il codice tributo 8911: sanzioni e ravvedimento

Il motivo dietro al codice tributo 8911 è quello di sanzionare irregolarità che non modificano le tasse da pagare ma sono comunque importanti per la correttezza formale degli adempimenti. “In sostanza,” spiega Longo, “sono multe per chi sbaglia date, dimentica dati anagrafici o commette errori materiali nella compilazione.” Il legislatore ha previsto queste piccole sanzioni proprio per spingere i contribuenti a mettersi in regola senza troppe complicazioni.

C’è anche la possibilità del ravvedimento operoso: chi si accorge dell’errore prima di ricevere l’avviso può regolarizzare tutto pagando una sanzione ridotta. In questo caso si versa sempre usando il codice 8911 e si sfrutta lo sconto previsto dalla legge in base al ritardo.

Le reazioni dei contribuenti e i consigli degli esperti

Negli ultimi giorni agli sportelli postali e nei Caf sono tornate le code: molti vogliono chiarimenti sull’uso del codice tributo 8911. Alcuni lamentano quella che vedono come un’altra seccatura burocratica, soprattutto per errori considerati “involontari” o poco importanti.

Le associazioni invitano però alla calma: “Pagare entro i termini evita problemi più gravi,” avverte Francesca Romano di Adiconsum. Se invece non si salda entro la scadenza, possono partire altre sanzioni e interessi con conseguente contenzioso tributario.

In breve: chi deve stare attento e cosa succede dopo

I 25 euro con codice tributo 8911 devono pagarli chi ha ricevuto comunicazioni specifiche dall’Agenzia delle Entrate o vuole sistemare irregolarità formali in modo volontario. Una volta effettuato il pagamento tramite F24 seguendo le indicazioni della lettera, la posizione risulta regolarizzata senza altri obblighi, salvo diversa comunicazione dall’amministrazione.

Rimangono fuori da questa procedura le sanzioni relative a errori che modificano l’imposta dovuta: lì le regole cambiano molto sia nei tempi che negli importi. Il consiglio degli esperti resta sempre quello di controllare bene la propria situazione fiscale e chiedere aiuto qualificato prima della scadenza.

Franco Sidoli

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