Mutui in aumento e tassi sempre più alti: cosa succede davvero se si salta una rata?

Se non si riesce a pagare la rata del mutuo o si paga in ritardo, si rischia il pignoramento ma è possibile evitarlo. Analizziamo nel dettaglio cosa fare. 

Affrontare il timore di non poter onorare il mutuo per la propria casa è un incubo che nessuno desidererebbe mai vivere. Trovarsi in una situazione in cui il mutuo non viene saldato, senza alcuna possibilità d’azione, e con il rischio di pignoramento e asta giudiziaria incombenti è un dramma sempre più diffuso.

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L’incubo del mutuo: come evitare il pignoramento e l’asta giudiziaria – lamiapartitaiva.it

Molti si interrogano sulla possibilità di eludere il pagamento del mutuo quando si è immersi in debiti. Esiste davvero una soluzione? Quali sono le conseguenze di non pagare il mutuo per diversi periodi, come 7 mesi, 18 mesi o addirittura 5 anni?

Immaginate di firmare un contratto di mutuo, impegnandovi a restituire ai creditori un certo numero di tariffa mensile per diversi anni. Ma cosa succede se improvvisamente non si riesce più a farlo? Se il mutuatario si trova ad affrontare rate non pagate, le conseguenze sono chiare. I creditori, per tutelarsi, intraprenderanno un percorso che potrebbe portare alla risoluzione del contratto di mutuo. Se il mutuatario non paga o ritarda il pagamento di una rata, dovrà risarcire i creditori pagando gli interessi di mora. Queste tariffe comportano un aumento rispetto a quelli precedentemente concordati nel contratto di mutuo, variando dal 2% al 4% per ogni rata non pagata.

Cosa succede se non si paga il mutuo

In caso di mancato pagamento ripetuto delle rate, il mutuatario potrebbe finire nel Sistema di Informazioni Creditizie gestito dalla CRIF, dove vengono raccolti dati sui finanziamenti richiesti da cittadini, privati ​​e imprese. Essere segnalati come cattivi pagatori rende difficile ottenere nuovi finanziamenti. Se il mutuatario non può più pagare le rate in modo incontrovertibile, i creditori possono revocare il contratto di mutuo e procedere con il pignoramento della casa ipotecata, seguito dalla messa all’asta dell’immobile.

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Ma quanto tempo passa prima che scattino queste conseguenze? Ecco le tempistiche:

  • se una rata non viene pagata entro un mese dalla scadenza, non ci sono penalità;
  • dopo il primo mese, scatta la mora se la rata rimane impagata;
  • superati due mesi, il mutuatario entra ufficialmente in morosità e potrebbe essere segnalato alla CRIF;
  • dopo 180 giorni di ritardo (7 tasso non pagato), il creditore può considerare il mutuatario inadempiente e procedere al pignoramento solo se il mutuo è stato stipulato prima del 2016.

Per coloro che hanno stipulato il mutuo dopo il 2016, sono necessarie 18 rate non pagate prima che scatti il ​​pignoramento. E se il mutuo non viene pagato per 5 anni? Contrariamente a quanto si pensa, non si verifica la prescrizione come per gli affitti. I creditori hanno ancora il diritto di pignorare l’immobile. Se il periodo senza pagamento si estende a 10 anni, il creditore potrebbe perdere il diritto a causa dell’inazione, ma solo se non intraprende azioni per recuperare il credito.

Pignoramento anche sulla prima casa

La prima casa non è immune dal pignoramento, nemmeno se vi risiedono bambini o persone invalide. Cosa succede se non paghi il mutuo? Oltre ai rischi di perdita della casa, c’è anche la possibilità di pignoramento dello stipendio o della pensione. I creditori possono richiedere il pignoramento di una parte del reddito del debitore.

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Pignoramento della prima casa: cosa sapere e come agire – lamiapartitaiva.it

Ma c’è una soluzione. Se hai difficoltà a pagare il mutuo e la tua casa è vicina al pignoramento, puoi evitare l’asta vendendo la propria casa prima. Ci si può rivolgere a una società specializzata in problemi di pignoramento, che offrono una soluzione chiamata “saldo e stralcio”. Questa opzione consente di ridurre l’importo del debito attraverso una trattativa con i creditori.

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