Economia

Mutuo per le Partite IVA: finalmente basta discriminazioni con la bella novità

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Stefania Guerra

Mutuo e Partite Iva è un’accoppiata che purtroppo in Italia non funziona, ma per fortuna le cose stanno cambiando in meglio.

Andare in banca e chiedere un finanziamento o prestito è già un’impresa molto difficile, anche se si ha un lavoro a tempo indeterminato, e per chi è lavoratore autonomo è ancora peggio.

Anche chi ha una partita Iva può chiedere facilmente un mutuo – Lamiapartitaiva.it

Chi ha una partita iva è considerato un “lavoratore a rischio“, come se ormai oggi anche chi ha un contratto fisso fosse al sicuro dai fallimenti o licenziamenti delle aziende.

Il Governo chiede da sempre flessibilità nel lavoro, e quando i cittadini si adeguano poi arrivano i nodi al pettine: la flessibilità non piace alle banche, che con questa scusante chiedono ancora più garanzie a chi vorrebbe – ad esempio – comprare una casa o ottenere un prestito.

La novità dei mutui per Partite Iva, ecco i requisiti necessari per ottenerlo

Anche chi ha un’attività in proprio può andare in banca a chiedere un mutuo, ma servono dei requisiti particolari, che possano sostituire egregiamente la busta paga a tempo indeterminato. Innanzitutto al momento il soggetto interessato deve avere ovviamente più di 18 anni e deve risiedere in Italia o in un paese europeo.

Al momento della richiesta, meglio farsi trovare preparati. La maggior parte degli istituti bancari, se non tutti, chiederà alcuni documenti fondamentali. Il reddito lo si dimostra non con la busta paga ma con le dichiarazioni dei redditi, e ne servono almeno 2. La banca tenderà a cassare le richieste di persone che hanno aperto un’attività autonoma da poco tempo.

La banca elargisce prestiti anche alle Partite Iva – Lamiapartitaiva.it

Inoltre il soggetto deve dimostrare di non avere altre rate/debiti pendenti e che potrà sostenere il costo di almeno il 20% del valore della casa. Verranno svolti anche controlli sul conto corrente bancario, affinché si vedano le situazioni “in positivo“. Oltre a questo, molte banche chiedono anche l’esibizione della ricevute di pagamento delle tasse.

Se ad una prima analisi viene dato parere favorevole, il soggetto che ha la partita Iva deve giocare altre carte per ottenere il mutuo, ed esistono almeno due strade: la fideiussione o la polizza assicurativa. La garanzia di una terza persona che possa onorare le rate del mutuo in caso di difficoltà è molto apprezzata dagli istituti bancari, ma in alternativa si può decidere di stipulare una polizza, ovviamente presso la medesima banca dove si chiede il mutuo.

Inoltre forse non tutti sanno che solitamente le banche preferiscono erogare mutui per un immobile da adibire a residenza piuttosto che a ufficio o sede dell’attività. Ovviamente, se la banca sembra favorevole a concedere il mutuo, il soggetto dovrà presentare ampia documentazione, e più specificatamente:

  • dichiarazioni dei redditi (Modello Redditi PF, ex Unico);
  • estratti conto bancari;
  • l’estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato, l’eventuale iscrizione all’albo dei professionisti;
  • i documenti anagrafici;
  • la copia del bilancio societario dell’anno precedente quello in cui viene fatta la domanda di mutuo;
  • copia del “compromesso” sull’immobile in oggetto, insieme a planimetria, copia del certificato di abitabilità, copia dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile.

In questo modo la banca può valutare il reddito del richiedente e stabilire l’importo delle rate; per i lavoratori dipendenti di solito è pari al 30% dello stipendio ma per chi ha una partita iva può essere ancora più alto.

Stefania Guerra

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