Nuove regole sui quorum assembleari Spa: chiarimenti dal Comitato triveneto dei notai

Franco Sidoli

12 Ottobre 2026

«Non si può derogare oltre certi limiti». Così il Comitato triveneto dei notai ha messo un punto fermo sul tema dei quorum nelle assemblee ordinarie delle società per azioni. Non si tratta di mere opinioni, ma di indicazioni precise che tracciano i confini entro cui è ammessa la deroga alle soglie previste dallo statuto. In un panorama societario sempre più intricato, queste linee guida diventano un faro per notai, amministratori e soci. La questione cruciale? Stabilire fino a dove è lecito abbassare i quorum di partecipazione e voto senza violare i principi inderogabili del codice civile.

Quorum e assemblee ordinarie: le regole base

Le società per azioni sono regolate dal codice civile, che fissa regole precise sulla convocazione delle assemblee e sui quorum necessari per rendere valide le delibere. In particolare, l’assemblea ordinaria deve rispettare una certa soglia minima di soci presenti e votanti, per garantire che le decisioni rappresentino davvero la volontà degli azionisti. Lo statuto può indicare valori diversi, ma sempre entro limiti che la legge non permette di superare in difetto. Il Comitato triveneto ha ribadito recentemente che queste soglie non possono essere abbassate oltre un certo punto, altrimenti la delibera rischia di essere nulla. L’idea è evitare che poche persone possano decidere su questioni importanti, mettendo a rischio il principio democratico alla base della gestione societaria.

Oltre alle norme scritte, contano anche le prassi consolidate e le interpretazioni della giurisprudenza, che cercano un equilibrio tra flessibilità e tutela degli azionisti. Il Comitato ricorda che l’assemblea ordinaria tratta temi di grande rilievo, come l’approvazione del bilancio e la nomina degli organi sociali, e per questi è fondamentale rispettare una soglia minima di partecipazione e di voto. L’orientamento serve quindi da guida concreta per capire quando la deroga statutaria ai quorum diventa inaccettabile.

Le due massime del Comitato triveneto: cosa dicono e cosa cambiano

Le ultime massime del Comitato triveneto si concentrano su due punti chiave: il primo riguarda i quorum minimi inderogabili per le assemblee ordinarie; il secondo riguarda i limiti alla deroga che lo statuto può fissare. La prima massima stabilisce che la presenza minima in assemblea non può scendere sotto una certa percentuale del capitale sociale, indipendentemente da quanto previsto nello statuto. La seconda chiarisce che le delibere devono sempre rispettare una maggioranza qualificata indicata dal codice, impedendo così che lo statuto modifichi arbitrariamente queste regole.

Questi due orientamenti servono da scudo contro eventuali abusi. Non è ammissibile, per esempio, che un quorum troppo basso permetta a pochi soci di approvare decisioni importanti. Le massime confermano che lo statuto non può cancellare completamente le regole di legge, ma solo modificarle entro certi confini. È un richiamo chiaro a mantenere un equilibrio tra libertà statutaria e principi inderogabili, per garantire trasparenza e correttezza nella gestione societaria.

Cosa cambia per società, notai e amministratori

Le massime del Comitato triveneto hanno un impatto immediato sulle pratiche delle camere notarili e delle società per azioni del Triveneto, ma non solo. I notai che assistono le spa nella stesura degli statuti o nella convocazione delle assemblee dovranno fare attenzione a rispettare questi nuovi limiti, valutando che i quorum previsti siano compatibili con la legge. Anche gli amministratori dovranno tenerne conto per evitare che delibere contestabili mettano a rischio la stabilità dell’impresa e aprano la strada a contenziosi.

Anche gli azionisti avranno più chiari i confini per definire assemblee valide. Sapere quali sono le soglie minime di partecipazione e voto aiuta a rendere i processi decisionali più trasparenti e meno esposti a manipolazioni. A livello normativo, questi orientamenti contribuiscono a un bilanciamento utile tra flessibilità e tutela degli interessi collettivi nella gestione delle società. Per chi lavora nel settore, dunque, si tratta di un punto di riferimento aggiornato e prezioso, soprattutto in un momento in cui le regole societarie cambiano spesso e velocemente.

Cosa aspettarsi: magistratura e operatori guardano avanti

L’arrivo di queste due massime dal Comitato triveneto cade in un momento di grande attenzione sulle regole delle assemblee societarie. È probabile che queste indicazioni non restino isolate, ma aprano la strada a ulteriori approfondimenti e linee guida. Sul fronte giudiziario, alcune sentenze hanno già iniziato a richiamarle come parametro per valutare la validità delle delibere delle spa.

Operatori del diritto, avvocati, amministratori e consulenti seguono con interesse questi sviluppi, pronti a rivedere le proprie strategie per applicare correttamente le norme. Le massime segnano anche un passo avanti verso una maggiore uniformità nelle interpretazioni notarili, che pur non essendo vincolanti, spesso fanno da base per decisioni importanti. Adesso l’attenzione si sposta sul campo: sarà lì che si potrà verificare se questi nuovi criteri tengono e come si traducono nella pratica quotidiana delle società.

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