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Nuovo limite a 5.000 euro per la comunicazione delle operazioni in contanti con turisti esteri: cosa cambia per commercianti e agenzie viaggio

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Franco Sidoli

Roma, 14 gennaio 2026 – Commercianti e agenzie di viaggio devono prepararsi a cambiare modo di lavorare. Dal prossimo mese, scattano nuove regole sui controlli fiscali: il Ministero dell’Economia ha deciso che ogni transazione sopra i 5.000 euro va comunicata all’Agenzia delle Entrate. La misura, presentata ieri in via XX Settembre durante una conferenza stampa, punta a rafforzare la tracciabilità dei pagamenti e a contrastare le forme più diffuse di evasione fiscale.

Nuova soglia, più controlli

Fino a oggi, il limite per segnalare un pagamento era diecimila euro. Ora si scende a cinquemila euro, allargando così la platea dei controlli. A essere coinvolti sono tutti: dai negozi di quartiere alle grandi catene, passando per tutte le agenzie di viaggio attive in Italia. Occorre comunicare ogni incasso — sia singolo che cumulato in una settimana — che superi questa cifra. Lo spiega Anna Lolli, dell’ufficio studi Confesercenti: “Abbassare la soglia serve a tenere d’occhio meglio i movimenti di denaro. Per alcune categorie è un cambiamento importante”.

Il nuovo limite vale per contanti, bonifici e ogni altro tipo di pagamento, sia nelle vendite dirette che online. Da lunedì 3 febbraio alle 8 del mattino tutte le operazioni rilevanti andranno segnalate tramite il portale “Fisco on line” dell’Agenzia delle Entrate. Chi non lo fa rischia multe salate: da 2.000 a 21.000 euro, a seconda della gravità e se ci sono recidive.

Le associazioni non sono convinte

Le reazioni non si sono fatte attendere. “Per i piccoli negozi significa più burocrazia”, dice Marco Denti, presidente regionale di Confcommercio Lazio. Molti temono anche un aumento dei costi legati alla gestione di queste pratiche. Diverse agenzie viaggi indipendenti hanno lamentato difficoltà nell’organizzare l’invio rapido delle comunicazioni. “Ci stiamo attrezzando con i consulenti fiscali”, racconta Silvia Rinaldi, alla guida di una storica agenzia in via Cola di Rienzo.

Il governo però non molla: vuole ridurre le operazioni poco chiare e allinearsi agli standard europei contro il riciclaggio. I dati del Dipartimento Finanze mostrano che nel 2025 le operazioni sopra i diecimila euro segnalate sono aumentate del 13%. Con il nuovo tetto a cinquemila, si prevede un salto ancora più grande nei numeri comunicati.

Chi deve fare cosa

L’obbligo riguarda non solo i negozi ma anche ristoranti, alberghi e chiunque offra servizi con pagamento diretto dal cliente. Se i pagamenti vengono dilazionati o divisi ma si riferiscono alla stessa transazione o cliente, vanno sommati nel conteggio settimanale.

Per chi acquista non cambia niente: nessun limite sul modo o sui tempi del pagamento. “Il nuovo obbligo riguarda solo il rapporto tra chi vende e il fisco”, spiega un portavoce dell’Agenzia delle Entrate. Però aumenterà la quantità di dati raccolti su ogni acquisto sopra i cinquemila euro.

Le categorie più coinvolte? Auto concessionarie, agenzie immobiliari e operatori turistici dove gli importi alti sono frequenti. Qualche dubbio resta su come calcolare esattamente gli importi settimanali cumulati; l’Agenzia promette chiarimenti entro fine gennaio.

Cosa cambia davvero e cosa aspettarsi

Gli esperti vedono questa mossa come un segnale forte nella lotta all’evasione fiscale e un passo verso standard internazionali più severi. Ma molti esercenti temono che significhi solo più lavoro e burocrazia.

Il Ministero dell’Economia invita alla collaborazione: “Sappiamo che sarà difficile sul piano pratico”, dice un funzionario del Dipartimento Politiche Fiscali al termine dell’incontro con le associazioni di categoria. “Ma vogliamo far emergere quanto più nero possibile senza mettere in difficoltà chi lavora onestamente”.

Nelle prossime settimane sono previsti webinar e sportelli per aiutare gli operatori ad adeguarsi alla nuova procedura. La vera prova arriverà nei prossimi mesi: allora si vedrà se il limite dei cinquemila euro sarà davvero uno strumento utile per la trasparenza fiscale, o se finirà solo per appesantire il lavoro degli esercenti con più scartoffie da gestire.

Franco Sidoli

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