Pensione con pochi anni di contributi, come fare

È possibile ricevere un assegno previdenziale mensile anche se gli anni di contributi sono pochi? Assolutamente sì. Vediamo come fare.

Pochi contributi, quasi sempre, equivale a niente pensione o a pensione bassissima. Ma c’è un modo per vedersi riconosciuto un assegno mensile anche se gli anni di contributi sono pochi.

Pensione con pochi contributi
Puoi avere la pensione anche con pochissimi contributi/ Lamiapartitaiva.it

Sono sempre di più le persone che iniziano tardi a lavorare in modo regolare e continuativo. Questo significa che molti, giunti all’età di 67 anni, non hanno ancora perfezionato il requisito contributivo minimo necessario per accedere alla pensione. Infatti, stando a quanto  stabilito dalla legge Fornero, per andare in pensione non è sufficiente avere 67 anni ma è necessario aver versato almeno 20 anni di contributi.

Che fare se non si raggiunge tale soglia minima? Bisogna continuare a lavorare a oltranza per raggiungere i 20 anni richiesti? No, non è necessario per fortuna. C’è un modo per ricevere un assegno previdenziale ogni mese anche se gli anni di contributi sono pochi. Non solo. C’è una strada anche per arrotondare il proprio assegno se è troppo esiguo.

Pensione ricca anche con pochi contributi: ecco come fare

Sono sempre di più le persone che non riescono a raggiungere il requisito minimo indispensabile per accedere alla pensione di vecchiaia. D’altro canto chi ci riesce si trova, spesso, con un assegno decisamente basso e del tutto insufficiente a far fronte al costo della vita. Ma una soluzione c’è.

Come andare in pensione con pochi contributi
Ecco come avere una pensione con pochissimi contributi/Lamiapartitaiva.it

Partiamo dal caso di chi ha già 67 anni ma non ha ancora 20 anni di contributi. Non tutti lo sanno ma chi ha iniziato a versare i contributi dopo il 1995- cioè dopo l’entrata in vigore della riforma Dini che ha decretato il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo- può accedere alla pensione con solo 5 anni di contributi. In questo caso però è necessario attendere di aver compiuto almeno 71 anni.

Raggiunta tale soglia anagrafica una persona avrà diritto all’assegno sociale il cui importo cambia ogni anno poiché è soggetto a rivalutazione annua. Per il 2024 l’importo dell’Assegno sociale corrisponde a 534,41 euro al mese. Ci sono poi casi di persone che, pur avendo 67 anni e 20 anni di contributi, non possono andare in pensione. Possibile? Purtroppo sì. Infatti la legge Fornero prevede un terzo requisito- oltre a quello anagrafico e contributivo- poco conosciuto.

Per accedere alla pensione di vecchiaia, oltre ad avere 67 anni di età e 20 anni di contributi, è necessario aver maturato un assegno previdenziale pari almeno all’importo dell’Assegno sociale che, come abbiamo visto, quest’anno corrisponde a 534,41 euro al mese. A questo punto si aprono due differenti scenari a seconda che una persona abbia dei contributi versati prima del 1996 oppure no.

Chi ha almeno una settimana di contributi versati prima del 1996 – cioè prima dell’entrata in vigore del sistema di calcolo contributivo- può chiedere un’integrazione in modo da raggiungere lo stesso importo previsto dal trattamento minimo dell’Inps. Ad, esempio, quest’anno il trattamento minimo dell’Inps corrisponde a 598,61 euro. Se una persona ha maturato una pensione di 300 euro, può chiedere l’integrazione di 298,61 euro.

Chi, invece, non ha contributi versati prima del 1996 non può chiedere questo tipo di integrazione ma può usare altri metodi per arrivare ad avere una pensione un po’ più alta. Ad esempio è possibile riscattare gli anni di studio universitari oppure gli anni di servizio militare o, ancora, è possibile riscattare i periodi di maturità.

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