Economia

Pensione senza contributi, esiste davvero

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Manuel

Esiste davvero un modo per avere una pensione, senza però aver mai versato dei contributi? La risposta al quesito, tutti i dettagli.

Il tema delle pensioni non soltanto preoccupa molti giovani e non, ma continua anche ad impegnare i politici e a far discutere. La corsa al pensionamento è stata piuttosto rallentata per la fine dell’effetto Quota 100 e anche per l’arrivo di Quota 10 3 “penalizzata”, col “gender gap previdenziale” (come riporta Il Sole24 Ore) che resta marcato.

Una particolare misura per chi non ha tutti i requisiti: i dettagli – lamiapartitaiva.it

In tanti (specialmente dopo molti anni di duro lavoro) aspettano con ansia il pensionamento, ma la situazione resta complicata; sempre in attesa di capire, ovviamente, quale sarà la linea intrapresa dal governo il prossimo anno. 

Oltre alle pensioni più “conosciute”, ce ne sono però altre erogate in particolari situazioni: questa pensione “salva” chiunque non abbia maturato i requisiti per accedere alle misure in vigore.

Con questa misura si va in pensione anche senza i requisiti: i dettagli sulla RITA

Nel caso non si avessero i requisiti anagrafici e contributivi richiesti da tutte le misure di pensionamento (come ad esempio la pensione ordinaria, L’Ape Sociale e Opzione Donna) si può fare affidamento sulla RITA,  ovvero l’acronico di Rendita integrativa temporanea anticipata, riconosciuta a tutti i lavoratori che abbiano deciso di aderire ad una forma previdenziale complementare.

I dettagli sulla RITA, pensione per chi non ha tutti i requisiti : ecco chi può sfruttarla e come funziona – lamiapartitaiva.it

Come si legge sul sito della Covip, la RITA consiste nell‘erogazione frazionata del montante accumulato da un aderente a una forma pensionistica sotto forma di rendita, fino a che poi il lavoratore in questione non raggiunga l’età anagrafica richiesta per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Una soluzione utile per molti, ma che impone dei particolari requisiti. Sempre come riportato infatti, deve verificarsi  la cessazione dell’attività lavorativa, oppure  il raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa.

In aggiunta, devono essere stati versati almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori e aver avuto una partecipazione di almeno cinque anni alla previdenza complementare. Requisiti alternativi sono l’inoccupazione superiore a 24 mesi dopo la cessazione dell’attività lavorativa e il raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del periodo minimo di inoccupazione.

Manuel

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