Roma, 13 gennaio 2026 – La sanatoria fiscale prevista dall’ultima legge di Bilancio entra nel vivo. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il procedimento si conclude solo con il pagamento integrale di tutte le rate del piano, una scadenza che quest’anno riguarda migliaia di contribuenti. Il chiarimento arriva a pochi giorni dalla scadenza della terza rata, fissata per il 31 gennaio 2026, data segnata in rosso sui calendari di molti studi commercialisti, non solo a Roma ma in tutta Italia.
L’Agenzia delle Entrate è stata chiara: “Il beneficio della sanatoria – si legge nella circolare n. 2/2026 – si perfeziona solo con il pagamento puntuale e completo di ogni rata. Altrimenti il procedimento decade e si torna a dover pagare tutto l’importo originario, con interessi e sanzioni”. Un messaggio netto, senza possibilità di fraintendimenti. Negli ultimi giorni, tra i corridoi degli uffici di via Cristoforo Colombo, sono aumentati gli incontri tra consulenti fiscali e funzionari. La domanda che più si ripete: si può salvare la sanatoria in caso di un pagamento parziale o in ritardo? La risposta, per ora, è no: nessuna deroga nel 2026.
Secondo le stime del Ministero dell’Economia, più di 850mila contribuenti hanno aderito all’ultima finestra per accedere al piano agevolato. Tra questi ci sono molti piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e cittadini con vecchi debiti fiscali. Nei primi mesi gli uffici hanno monitorato i pagamenti: circa il 78% ha rispettato le prime due rate, mentre restano in bilico quasi 190mila posizioni che rischiano di perdere la sanatoria se non salderanno entro fine gennaio. È proprio l’aumento delle decadenze l’incubo degli esperti e delle associazioni di categoria.
Chi rispetta i tempi ottiene l’azzeramento di sanzioni e interessi moratori accumulati negli anni. Una boccata d’ossigeno che, come spiega Valentina Tarquini, tributarista romana, “in molti casi permette di chiudere vecchie pendenze a condizioni migliori rispetto al passato. Ma attenzione: la regolarità nei pagamenti non va mai data per scontata. Basta un semplice ritardo o una dimenticanza per perdere tutto”. Se la sanatoria decade, si torna al punto di partenza: importo pieno da pagare e riparte subito la riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Per molti la scadenza è vista come un’occasione per mettere la parola fine a contenziosi aperti da anni. “Finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo”, dice Enrico Marzocchi, artigiano romano di Centocelle. Dall’altra parte però c’è chi mette in guardia sui rischi legati ai pagamenti online e alle lentezze bancarie. “Non sempre il bonifico arriva in tempo quando lo fai all’ultimo momento”, avverte Laura Caputo, commercialista della zona Tuscolana. Un consiglio prezioso: meglio non aspettare l’ultimo giorno.
La legge non prevede proroghe o nuove finestre per chi perde la sanatoria: niente possibilità di rateizzare dopo questa fase. Ecco perché negli ultimi giorni sportelli CAF e patronati sono stati presi d’assalto dai contribuenti in cerca di assistenza. Restano alcuni nodi da sciogliere, come la gestione dei pagamenti “tecnicamente sbagliati” – errori negli importi o codici tributo errati – su cui l’Agenzia invita alla massima attenzione: “In caso di errori materiali contattate subito gli uffici”.
La conclusione della sanatoria è uno snodo importante per quella “pace fiscale” tanto richiesta negli ultimi anni. Dal Viminale fanno sapere che, pur con qualche difficoltà operativa, questa procedura ha aiutato a ridurre i contenziosi arretrati e a recuperare risorse importanti per lo Stato. I dati ufficiali arriveranno a marzo ma fonti interne parlano già di oltre 1,2 miliardi entrati nelle casse pubbliche nei primi sei mesi dall’avvio.
Per migliaia di contribuenti sarà decisivo rispettare le ultime scadenze, evitando errori che potrebbero vanificare mesi di sacrifici. Solo saldando tutte le rate si può dire davvero conclusa la partita. Almeno fino alla prossima occasione.
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