Prescrizione tasse 2024 da 10 a 5 anni: controlla cosa non dovrai più pagare

Quanti anni occorrono per la prescrizione di tasse e tributi? E cosa capita a prescrizione avvenuta? Ecco la situazione aggiornata per il 2024.

Nella maggior parte dei casi, la prescrizione si applica a tasse e tributi dopo un arco di tempo pari a 10 anni dal momento in cui sono stati comminati al cittadino contribuente. Cosa succede dunque quando “scatta” la prescrizione? Ebbene, quando il termine di notifica – che è l’oggetto della prescrizione – scade, ecco quindi che l’obbligo fiscale a carico del cittadino decade. In altre parole, quel debito precedentemente pendente non deve essere più pagato.

Prescrizione: cos'è, quando scatta e quando decade
La prescrizione è un istituto giuridico che richiede al titolare di un determinato diritto di esercitarlo entro determinati termini di tempo, pena la decadenza del diritto – LaMiaPartitaIVA.it

L’ordinamento prevede tempi di prescrizione differenti per alcuni tributi e, per questo motivo, è importante che il contribuente ne sia a conoscenza affinché possa valutare se l’eventuale avanzamento di richiesta di riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate sia ancora effettivamente in corso di validità e pendenza oppure no. Dunque se sia proprio dovere saldarlo oppure proprio diritto vederlo riconosciuto come legittimamente estinto (appunto per prescrizione, in base ai dettami di legge).

Perché ciò avviene? Ebbene, occorre comprendere la natura dell’istituto della prescrizione: si tratta infatti di uno strumento giuridico che richiede al titolare di un determinato diritto di esercitarlo entro determinati termini di tempo; in caso contrario, ovvero superati questi termini senza aver esercitato il proprio diritto, ecco che questi decade. Affinché sussista, l’avente diritto non deve aver notificato il diritto spettante – ad esempio la riscossione di un debito – prima della scadenza dei termini, altrimenti la notifica ha effetto di interruzione della prescrizione.

Quando decorrono i tempi di prescrizione e quando risultano di 5 oppure di 10 anni

È importante sottolineare che non tutti i crediti sottostanno all’istituto della prescrizione. Solitamente, quando sussistono, i termini di prescrizione decorrono a partire dal giorno successivo a quello stabilito per il pagamento della sanzione o del tributo; tuttavia, in alcuni casi – come in quelli relativi alla prescrizione dei tributi – la prescrizione deve essere dichiarata dallo stesso contribuente.

Prescrizione: vediamo cos'è, quando scatta e quando decade
Solitamente, interessi fiscali, contributi previdenziali, assistenziali e sanzioni hanno una prescrizione della durata di cinque anni – LaMiaPartitaIVA.it

Per farlo, dovrà presentare un ricorso contro la notifica del primo atto di riscossione emesso nei suoi confronti, in modo da consentire al giudice esaminatore di accertare la sussistenza nonché la tipologia della prescrizione del debito maturato. Per quanto concerne gli interessi fiscali, solitamente la prescrizione ha durata complessiva di cinque anni, così come i contributi previdenziali, assistenziali e le sanzioni.

Per le imposte, invece, solitamente il periodo di prescrizione ha durata complessiva massima di 10 anni. In entrambi i casi, la prescrizione viene interrotta ogni qualvolta l’ente di riscossione produca e notifichi al debitore un atto di messa in mora: in questo caso, ecco che viene attivato un ulteriore periodo di validità del diritto di riscossione. Per maggiori informazioni ed approfondimenti, è consigliabile consultare l’Agenzia delle Entrate o un professionista esperto in materia.

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