Ragusa, 11 maggio 2026 – Stamattina, alle 9:30, professionisti, funzionari pubblici e contribuenti si sono ritrovati nell’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla per un confronto serrato su accertamento e riscossione dei tributi. L’incontro, promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ragusa con l’appoggio dell’Agenzia delle Entrate e dell’Associazione nazionale tributaristi italiani, ha radunato oltre duecento persone. Il tema sul tavolo? Fare chiarezza sulle nuove regole relative a verifiche fiscali, notifiche e recupero delle somme dovute al fisco, alla luce delle recenti riforme.
A rompere il ghiaccio è stato il presidente dell’Ordine, Giuseppe Tumino, che ha messo subito in chiaro una cosa: «Su accertamento e riscossione servono trasparenza e dialogo. Le nuove norme sollevano tanti dubbi concreti che coinvolgono cittadini e procedure degli enti». Poi è toccato a Gianluca Russo, direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, scendere nel dettaglio con dati alla mano: «Nel primo trimestre del 2026, nella provincia di Ragusa gli avvisi bonari sono cresciuti del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È la prova di un’attenzione più stretta sui controlli preventivi».
Sul palco si sono alternati esperti di fiscalità locale e avvocati tributaristi come la dottoressa Maria La Terra che ha evidenziato alcune criticità: «Il rapporto tra contribuente e amministrazione resta ancora troppo sbilanciato. I problemi maggiori emergono soprattutto con le notifiche elettroniche e nella gestione degli errori materiali», ha spiegato rispondendo alle domande del pubblico.
Nel corso della mattinata sono stati presentati casi concreti affrontati negli ultimi mesi dagli uffici locali. Un funzionario del Comune di Modica ha raccontato: «Spesso i contribuenti non conoscono le procedure o i tempi per presentare opposizioni. Per questo è fondamentale formare bene sia noi operatori sia i cittadini». Non sono mancati dibattiti sull’efficacia dei nuovi strumenti digitali messi in campo dall’Agenzia delle Entrate, come la piattaforma telematica per il deposito dei ricorsi.
Qualche momento di tensione è emerso quando alcuni professionisti hanno segnalato difficoltà nei rapporti con gli agenti della riscossione. Un commercialista ragusano ha ammesso: «Non sempre riceviamo risposte rapide alle richieste di rateizzazione. E questo lascia i contribuenti in balia della situazione». Sul punto il rappresentante dell’Agenzia ha garantito che «sono già in corso interventi per ridurre i tempi medi di risposta, oggi fra i 30 e i 45 giorni».
L’incontro si è concluso intorno all’una con uno sguardo alle prossime mosse sulla riforma fiscale nazionale. L’avvocato tributarista Emanuela Di Grandi ha spiegato: «Nei mesi a venire arriveranno nuove circolari su accertamento sintetico e concordato preventivo biennale». E ha rilanciato l’appello a una «maggiore trasparenza nei criteri con cui vengono scelti i controlli».
Particolare attenzione è stata data anche al rapporto tra amministrazione centrale e autonomie locali. Russo dell’Agenzia delle Entrate ha sottolineato come «la collaborazione con gli enti locali sia una chiave fondamentale per rendere la riscossione efficace e sostenibile». Non sono mancati riferimenti alla lotta all’evasione: «Nel territorio ibleo la battaglia contro l’evasione resta una priorità. Nel 2025 la Guardia di Finanza ha segnalato oltre 400 irregolarità, soprattutto nei settori edilizia e commercio», ha ricordato Tumino.
Al termine dei lavori la sala si è animata tra scambi di biglietti da visita e conversazioni informali. C’è chi voleva chiarimenti sui crediti d’imposta per il fotovoltaico, chi cercava rassicurazioni sui tempi della rottamazione quater. Una partecipante ha confessato: «Ogni riforma fiscale porta con sé nuove paure. Però questi incontri aiutano a sentirsi meno soli».
La registrazione integrale dell’evento sarà disponibile da domani mattina sul sito dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Ragusa. Nel frattempo la città si prepara a nuovi appuntamenti dedicati alla fiscalità locale, segno che qui il confronto – almeno per ora – non si ferma.
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