Riforma Ordinamento Professionale: ANC Invia Memoria e Emendamenti al Senato per il Disegno di Legge 2045

Luca Ippolito

20 Ottobre 2026

Il 16 ottobre 2026, a Roma, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha fatto sentire la sua voce in Senato. Davanti alla Commissione Giustizia, ha consegnato un pacchetto di emendamenti al disegno di legge A.S. 2045, quello che mira a riformare la professione del dottore commercialista. Un gesto che non passa inosservato: apre una fase decisiva nel dibattito parlamentare, mettendo al centro del confronto il futuro di una categoria chiave per l’economia italiana.

Riforma necessaria: modernizzare la professione

Il disegno di legge A.S. 2045 vuole riorganizzare i ruoli e le regole per i commercialisti, adeguandoli alle nuove esigenze di mercato e alle norme europee. Nel documento inviato, l’ANC sottolinea che non basta un semplice restyling normativo: serve una vera modernizzazione che metta al centro trasparenza, competenza e flessibilità.

Il testo mette in luce come sia urgente chiarire meglio competenze e responsabilità dei professionisti, per difendere l’interesse pubblico e valorizzare il ruolo del commercialista nelle consulenze fiscali, societarie e di revisione. L’Associazione avverte anche il pericolo che, senza un attento controllo e meccanismi di valutazione efficaci, la qualità del servizio possa calare.

Le proposte al centro della discussione

Tra le modifiche suggerite dall’ANC ci sono interventi precisi per rafforzare la figura del commercialista in un mondo sempre più digitale e internazionale. Si chiede, ad esempio, di rendere obbligatoria una formazione continua più stringente, con aggiornamenti regolari su temi come la digitalizzazione dei processi contabili e il diritto tributario europeo.

Si punta anche a rivedere la struttura degli ordini territoriali, proponendo criteri nuovi per la rappresentanza, così da rendere più efficienti e trasparenti le loro attività. Al centro delle proposte c’è poi la tutela del rapporto di fiducia tra professionista e cliente, con protocolli più rigidi sulla condotta e regole deontologiche aggiornate.

Non manca infine l’attenzione alla sicurezza dei dati: l’ANC suggerisce di inserire norme specifiche sulla cybersecurity e sulla protezione delle informazioni sensibili, in linea con il GDPR.

Cosa cambia nella pratica quotidiana

Le modifiche proposte dall’ANC potrebbero cambiare in modo significativo il lavoro di tutti i giorni dei commercialisti. L’obbligo di formazione continua più rigoroso richiederà aggiornamenti costanti su leggi fiscali e nuovi strumenti digitali.

La riorganizzazione degli ordini dovrebbe snellire le procedure e aumentare la partecipazione degli iscritti, rendendo la gestione più moderna e dinamica. Migliorare la trasparenza nei rapporti con i clienti e rafforzare le regole deontologiche aiuterà a prevenire conflitti di interesse e a tutelare meglio chi si affida al professionista.

Infine, le misure per la sicurezza dei dati rispondono a una sfida ormai imprescindibile, vista la crescente circolazione di informazioni sensibili in formato elettronico.

Il cammino in Parlamento

Ora che il disegno di legge A.S. 2045 si arricchisce delle osservazioni dell’ANC, l’iter in Commissione Giustizia del Senato entra nel vivo. Si attendono audizioni, dibattiti e possibili aggiustamenti al testo.

La presenza di un interlocutore come l’ANC è fondamentale per mantenere vivo un confronto concreto e basato sulle esigenze reali della categoria. Se accolte, le modifiche proposte potranno portare a una normativa più solida e coerente con le sfide economiche attuali.

Il percorso legislativo proseguirà poi tra Camera e Senato, con l’obiettivo di chiudere l’iter entro l’anno. A quel punto, spetterà al Governo varare i decreti attuativi per tradurre la riforma in pratica.

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