Riforma Urgente dei Compensi per CTU, Periti e Curatori: Novità sul Sistema Tariffario dal 2026

Luca Ippolito

12 Luglio 2026

«Non si può più andare avanti così», dice un esperto del settore. A Roma, il 24 aprile 2026, si accende un confronto atteso da anni: il sistema di compensi per Consulenti Tecnici d’Ufficio, Periti e Curatori mostra crepe profonde. Le tariffe antiquate, fissate molto tempo fa, non reggono più il passo con l’inflazione e la complessità crescente degli incarichi. Non è solo una questione economica, ma un rischio concreto per la qualità del lavoro svolto nei tribunali. La necessità di un aggiornamento è diventata improrogabile.

Tariffe ferme da decenni: il sistema non regge più

Il sistema tariffario attuale, risalente a molti anni fa, non rispecchia più il valore reale del lavoro dei CTU e dei Periti. I compensi sono bassi rispetto alla complessità degli incarichi e all’aumento dei costi professionali. Questo ritardo penalizza chi lavora sul campo e limita la disponibilità di esperti qualificati.

Molti professionisti segnalano problemi concreti: compensi insufficienti spingono a ridurre il numero di esperti disponibili e a sovraccaricare quelli rimasti, con effetti negativi sull’efficienza della giustizia. Inoltre, tariffe troppo basse possono compromettere l’indipendenza e l’imparzialità dell’attività tecnica svolta in tribunale. In particolare, i casi più complessi, che richiedono tempo e competenze specifiche, sono quelli maggiormente penalizzati.

Per questo motivo, una revisione delle tariffe è diventata una priorità per tutti gli operatori della giustizia e le associazioni di categoria. Rinviare ancora rischia di far saltare un meccanismo fondamentale per il sistema peritale.

Cosa cambierà con la riforma dei compensi

La riforma punta a ristabilire un equilibrio tra compenso e lavoro svolto. Per consulenti tecnici e periti, significa adeguare le tariffe alle condizioni attuali, tenendo conto della difficoltà dell’incarico, della durata e della specializzazione richiesta.

In pratica, si vogliono superare le rigidità e le lacune del sistema precedente, introducendo criteri più chiari e flessibili che garantiscano trasparenza e correttezza nella liquidazione dei compensi. Anche per i curatori fallimentari, la nuova tariffa dovrebbe riconoscere in modo più equo il valore di un lavoro spesso complesso e delicato.

Il risultato atteso è una maggiore disponibilità di professionisti motivati e pagati in modo adeguato, a tutto vantaggio della qualità degli accertamenti tecnici e peritali. Dietro questa riforma c’è il lavoro congiunto di rappresentanti dei professionisti e degli organi giudiziari, con l’obiettivo di un sistema più giusto e sostenibile.

Tempi e modalità della revisione tariffaria

Le istituzioni coinvolte hanno già avviato un percorso preciso per approvare la riforma. Si stanno svolgendo analisi e consultazioni con tutte le parti interessate: associazioni di consulenti tecnici, ordini professionali e organi di controllo.

L’obiettivo è rispettare le norme vigenti, prevedendo aggiornamenti periodici per evitare che si arrivi di nuovo a una situazione di stallo. I tempi sono stretti: si punta a chiudere l’iter entro la fine del 2026, così da applicare le nuove regole già dal 2027.

Si lavora per mettere a punto un sistema tariffario più dinamico, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e della giustizia senza dover aspettare decenni per un nuovo aggiornamento. Sarà un passaggio importante, che richiede collaborazione e dialogo costante fra istituzioni e operatori.

Migliore qualità per la giustizia e per chi ci lavora

Un compenso più giusto per consulenti e periti si tradurrà in una qualità più alta degli accertamenti tecnici in tribunale. Con tariffe adeguate, si potrà contare su professionisti esperti, in grado di lavorare con competenza e con tempi più rapidi.

Anche i curatori fallimentari, chiamati a gestire situazioni complesse, vedranno riconosciuto il valore del loro lavoro, fondamentale per il corretto svolgimento delle procedure concorsuali. Senza un adeguato sostegno economico, rischiamo di perdere professionalità preziose, con conseguenze negative per la giustizia civile e commerciale.

Aggiornare le tariffe significa quindi investire nella credibilità e nell’efficienza dell’intero sistema giudiziario. Professionisti motivati fanno un lavoro migliore, accelerano i processi e migliorano la precisione delle valutazioni tecniche. In fondo, si tratta di tutelare il diritto di tutti a un processo equo e veloce.

Le prossime settimane saranno decisive per definire i dettagli di questa riforma, attesa da anni dagli operatori del diritto e della tecnica. Un segnale chiaro che è arrivato il momento di adeguare un sistema rimasto troppo a lungo fermo.

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