Rimborsi IVA più veloci per le società in contabilità semplificata: nuove regole Agenzia delle Entrate

Sonia Rinaldi

8 Settembre 2026

“Il patrimonio netto non si certifica.” Così, senza mezzi termini, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito una volta per tutte la propria posizione. Nessun certificato ufficiale rilasciato sull’ammontare del patrimonio netto: questa è la prassi. Può sembrare una questione da addetti ai lavori, e invece coinvolge direttamente aziende, professionisti e consulenti, che devono fare i conti con un vuoto normativo che cambia le regole del gioco.

Nessun certificato dall’Agenzia delle Entrate sul patrimonio netto

L’Agenzia ha chiarito che non rilascia certificati o dichiarazioni ufficiali sul patrimonio netto di società o enti. Per chi non lo ricordasse, il patrimonio netto è la differenza tra attività e passività, un dato chiave per valutare la situazione economica di un soggetto. Ma la sua attestazione non è di competenza dell’Agenzia, che invece si occupa di controlli diversi, come la verifica dei bilanci e della regolarità fiscale.

Dietro questa scelta c’è un’interpretazione precisa della legge che delimita cosa può o non può fare l’Agenzia. La certificazione del patrimonio netto è affidata a professionisti esterni: revisori dei conti o periti indipendenti, nominati secondo regole ben precise previste dal codice civile e dai principi contabili. L’Agenzia svolge un ruolo di controllo più ampio, senza però entrare nel merito di attestazioni formali sul patrimonio.

Cosa cambia per imprese e consulenti

Per aziende e consulenti, questo significa rivolgersi a professionisti esterni quando serve un documento ufficiale sul patrimonio netto. Operazioni come fusioni, scissioni, aumenti di capitale o verifiche di solvibilità spesso richiedono certificazioni specifiche. Non potendo contare su un’attestazione dell’Agenzia, le procedure si allungano e diventano più complesse.

Per revisori e consulenti finanziari, invece, si rafforza il ruolo chiave nella preparazione di relazioni e certificazioni richieste da leggi o regolamenti. Questa distinzione tra controllo fiscale e certificazione patrimoniale chiarisce anche i confini tra compiti dell’amministrazione fiscale e quelli degli organi di controllo societari, influenzando tempi e modi con cui si raccolgono i documenti necessari per fini legali o fiscali.

Trasparenza e governance: più responsabilità per le aziende

Non avere una certificazione diretta dall’Agenzia non vuol dire meno trasparenza. Al contrario, spinge le aziende a puntare su controlli interni più solidi e su sistemi di rendicontazione affidabili, rispettando gli standard professionali per fornire dati precisi sul patrimonio.

Questo porta a una maggiore cura nella preparazione dei bilanci e a un coinvolgimento più attento di consulenti qualificati. Per soci e investitori, un patrimonio netto certificato da un revisore indipendente vale molto più di un semplice controllo fiscale. La netta separazione tra controllo fiscale e certificazione patrimoniale impone una maggiore chiarezza su ruoli e procedure.

Con questa prassi, l’Agenzia delle Entrate conferma il suo ruolo di vigilanza, lasciando però ai professionisti esterni il compito di attestare con precisione la situazione patrimoniale delle aziende. Conoscere questa differenza è fondamentale per gestire al meglio gli adempimenti e le richieste di documenti che accompagnano molte operazioni quotidiane in azienda.

Change privacy settings
×