Roma, 14 febbraio 2026 – Questa mattina, con una lettera inviata agli iscritti, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha acceso i riflettori sulle elezioni di categoria in programma a Massa per fine mese. Il messaggio, pubblicato alle 9.30 sui canali ufficiali e firmato dal presidente Alessandro Massari, punta a stimolare una maggiore partecipazione e a lanciare un confronto diretto sulle difficoltà che il mestiere sta vivendo.
Elezioni a Massa, la lettera che scuote i commercialisti
La lettera è arrivata in più di 15.000 caselle di posta elettronica di commercialisti sparsi in tutta Italia. Al centro del testo ci sono le questioni che più preoccupano gli addetti ai lavori: la tutela della categoria, la revisione delle norme fiscali, le nuove prospettive per il futuro professionale. “Ora più che mai – si legge nelle prime righe – dobbiamo far sentire la nostra voce, dentro e fuori gli studi.” Un invito chiaro che Massari ha spiegato come “un modo per superare le divisioni e richiamare tutti alla responsabilità comune”.
Non è un momento semplice: tra inflazione e nuovi paletti fiscali, molti colleghi si sentono in difficoltà. L’associazione sottolinea come all’ultima tornata elettorale più del 35% degli iscritti non abbia votato. “Bisogna creare più dialogo tra chi sta sul campo e chi guida l’associazione”, dice il direttivo.
Professionisti sotto pressione: tra carichi e incertezze
Nella lettera – arrivata anche ai delegati provinciali – si chiedono interventi concreti: tempi certi per i rimborsi fiscali, meno burocrazia e scadenze più semplici da rispettare. “Non possiamo continuare a inseguire ogni nuova norma senza tutele”, si legge ancora.
Nei tanti incontri fatti in queste settimane a Napoli, Torino, Palermo, i colleghi hanno mostrato una crescente “frustrazione per le pressioni quotidiane”. Tra le criticità spiccano l’aumento dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, il rischio di multe anche per piccoli errori e la scarsa considerazione del ruolo sociale svolto dai commercialisti. “Spesso gestiamo responsabilità invisibili al di fuori dei nostri uffici”, ha ricordato Massari in un breve colloquio con alanews.it.
L’appello all’unità e alla partecipazione al voto
Uno dei punti forti della lettera è l’invito a non mancare al voto fissato per il 28 febbraio nella sede dell’associazione in via Risorgimento a Massa. Il tono è fermo ma pacato: “Solo con una partecipazione ampia possiamo rafforzare la nostra voce nelle trattative con le istituzioni”.
Il messaggio finale è un richiamo a non cedere alla rassegnazione o all’indifferenza. “Ogni voto conta e pesa sulle decisioni future della categoria”. Dati interni mostrano come alle ultime elezioni provinciali sia stata maggiore la presenza nel Sud rispetto al Centro-Nord; un trend che il direttivo spera di ribaltare.
Reazioni fra aspettative e cautela
Nel corso della giornata sono arrivate le prime risposte dagli iscritti, sia giovani sia più esperti. Anna Fioretti, 39 anni, che lavora a Pisa commenta: “La lettera tocca temi importanti, ma resta distanza con Roma. Se vogliono davvero ascoltarci devono venire anche negli studi più piccoli.”
Mario Bianchi, 62 anni da Carrara, aggiunge: “Mai come ora serve unità. Però molti colleghi si sentono soli davanti alle novità fiscali”.
Sul canale Telegram dell’associazione circolano proposte per un incontro aperto prima delle elezioni; al momento però nessuna convocazione ufficiale.
Verso le elezioni: sfide e prospettive per il 2026
L’atmosfera resta tesa ma vigile. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi incontri informali tra delegati locali e vertici nazionali. L’obiettivo? “Difendere i diritti dei commercialisti senza perdere contatto con i territori”.
L’associazione prevede che il 2026 porterà altre novità legate alla digitalizzazione dei servizi fiscali, una sfida che richiederà competenze sempre aggiornate e rappresentanza forte. Per ora questa lettera è un segnale chiaro: serve una categoria unita per affrontare i mesi che verranno.
