Sospensione del mutuo e riduzione della rata, così ti salvi

E’ possibile sospendere il mutuo o ridurre l’entità della rata? Fortunatamente non è così impossibile, ecco come fare.

Acquistare casa rappresenta un traguardo importante per molti, ancora convinti di come il “mattone” sia un investimento ideale per il futuro, da lasciare anche in eredità ai familiari più stretti. Riuscire a raggiungere questo obiettivo può non essere così semplice, soprattutto perché le banche raramente concedono un mutuo a chi non ha un contratto a tempo indeterminato.

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In caso di difficoltà con il pagamento del mutuo è bene parlare con la banca – Foto | Lamiapartitaiva.it

Nella maggior parte dei casi, però, si opta per un finanziamento da saldare in 20 o 30 anni, per questo non si può sapere al momento della stipula quale possa essere la propria situazione economica nell’arco del tempo. Qualora ci fossero difficoltà non può che essere interessante sapere se sia possibile ottenere una sospensione o almeno una riduzione dell’importo previsto per ogni rata.

Problemi con il mutuo: è possibile sospenderlo?

Prima di concedere il mutuo la banca effettua le dovute verifiche sul reddito di chi ne fa richiesta (anche del coniuge o convivente se c’è un duplice intestatario) ma non può ovviamente prevedere eventuali crisi a livello lavorativo o altri problemi che possono modificare la situazione finanziaria di partenza. Non tutti lo sanno, ma in caso di difficoltà è possibile sospenderlo, anche se si devono avere requisiti ben precisi.

Innanzitutto, è necessario che si tratti di un mutuo per la prima casa, eventuali finanziamenti che riguardano seconde case o ristrutturazioni sono esclusi da questa agevolazione.

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In alcuni casi le condizioni del mutuo possono essere cambiate – Foto | Lamiapartitaiva.it

Chi ne ha la necessità può così accedere a quello che viene definito Fondo di Solidarietà Gasparrini, disponibile però solo se l’intestatario della pratica subisce il licenziamento o una riduzione dell’orario nel proprio impiego (nel caso in cui sia sposato è indispensabile che entrambi siano intestatari del finanziamento).

Non si tratta ovviamente di un vantaggio che ha durata illimitata, ma solo per un determinato periodo di tempo:

  • sei mesi, in caso di sospensione dall’attività lavorativa per un periodo minimo di 30 giorni e un massimo di 150 giorni lavorativi;
  • dodici mesi, se la sospensione dura da 151 a 302 giorni lavorativi;
  • 18 mesi per periodi superiori ai 302 giorni lavorativi.

Il vantaggio viene inoltre reso disponibile per chi ha un ISEE non superiore ai 20 mila euro. Se il mutuo ha invece un valore superiore ai 250 mila euro non è possibile ottenere parere positivo.

La rata può essere ridotta?

Se non si rientra tra gli utenti che possono usufruire di una sospensione del mutuo, non può che essere interessante sapere se almeno sia possibile ridurre la rata. Anzi, a volte già questo può bastare per riuscire a ridurre almeno parzialmente il peso che si avverte in un particolare periodo.

In questo caso le strade da intraprendere possono essere tre. Chi ha un mutuo a tasso variabile e ha notato un’impennata dell’importo mensile può provare a passare al tasso fisso, così da avere la garanzia di dover pagare sempre la stessa cifra.

In alternativa, è possibile presentarsi presso la propria filiale e chiedere di modificare le condizioni, così da rendere il finanziamento più accessibile. Inevitabilmente, questo aumenterà la durata rispetto a quanto previsto in un primo momento.

In caso di rifiuto, tanti prendono in considerazione la surroga, procedura senza spese che porta a trasferire il mutuo in un’altra banca (non c’è il rischio che la vecchia possa opporsi). Questa è conveniente quando i tassi di interesse sono più bassi e quando il mutuo è “giovane”, ovvero mancano ancora diversi anni all’estinzione completa del debito. Si arriva così a cambiare la durata, quindi la rata mensile e il tipo di tasso, ma non l’entità dell’importo da finanziare.

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