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Tirocinio formativo e regime forfetario: cosa cambia per lavoratori e professionisti

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Franco Sidoli

Roma, 24 gennaio 2026 – Solo i rapporti di lavoro dipendente o assimilati vengono registrati ai fini statistici e contributivi. Lo ha confermato oggi l’INPS con una comunicazione diffusa alle 11.30, rispondendo alle numerose domande arrivate da consulenti del lavoro e aziende. L’istituto ha chiarito quali contratti sono effettivamente tracciati nei flussi informativi.

Lavoro dipendente e assimilato: cosa cambia davvero

Secondo la nota dell’INPS, la registrazione riguarda tutte le forme di lavoro subordinato: dai contratti a tempo indeterminato a quelli a termine, passando per gli apprendistati. Sono considerati assimilati anche alcuni rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quando sussistono le condizioni previste dalla legge. Questa precisazione punta a chiarire i dubbi sorti dopo le ultime novità sul lavoro autonomo.

In pratica, l’ente esclude dalle rilevazioni i contratti di lavoro autonomo puro: partite IVA individuali, consulenze occasionali e attività libero-professionali senza vincolo di subordinazione non rientrano nel conteggio. Restano invece inclusi quei rapporti “misti” dove, anche senza un classico legame gerarchico, permangono obblighi tipici del lavoro subordinato.

Cosa cambia per le aziende: i chiarimenti arrivano

La precisazione odierna nasce dalla richiesta crescente di chiarezza da parte delle imprese. Studi professionali e responsabili delle risorse umane avevano segnalato ad alanews.it diverse interpretazioni sulle nuove regole introdotte dal decreto lavoro dello scorso anno. “Ci arrivano ogni giorno domande su quali contratti l’INPS controlla davvero”, spiega Anna Reale, consulente del lavoro a Roma. “Molti imprenditori temevano errori nelle comunicazioni obbligatorie”.

Il sistema informativo dell’INPS si basa sui dati forniti con i modelli Uniemens, che le aziende usano per segnalare mensilmente le posizioni dei propri dipendenti. Solo queste posizioni sono prese in considerazione per le statistiche, il calcolo dei contributi previdenziali e delle future prestazioni sociali.

Prestazioni e tutele: chi resta fuori

Escludere i rapporti autonomi dalle rilevazioni cambia il numero dei lavoratori coperti dalle principali tutele sociali. I contratti dipendenti o assimilati danno diritto a strumenti come cassa integrazione, indennità di malattia o maternità, Naspi. “Molti lavoratori autonomi non entrano in queste tutele”, sottolinea Francesca Greco, esperta in diritto del lavoro, “a meno che non scelgano volontariamente forme integrative”.

Sul piano concreto, questo si riflette anche nelle statistiche ufficiali sull’occupazione. L’ultimo bollettino del Ministero del Lavoro – uscito il 15 gennaio – conferma che il tasso di occupazione si calcola solo sui rapporti “rilevati” dall’INPS, lasciando fuori una fetta crescente di lavoro flessibile e autonomo.

Norme in movimento: cosa resta da capire

Da via Ciro il Grande, sede dell’istituto previdenziale, fanno sapere che le regole cambiano continuamente seguendo gli aggiornamenti normativi. “Non ci sono automatismi – dice un funzionario dell’Ufficio Studi – ogni caso va valutato singolarmente”. Gli uffici attendono ancora indicazioni precise sulla nuova disciplina delle collaborazioni occasionali, entrata in vigore a ottobre 2025.

Resta aperto il nodo delle attività “borderline”, come il lavoro digitale sulle piattaforme o i rapporti intermittenti: secondo le prime indicazioni, saranno considerate assimilate solo se prevedono continuità o un vincolo diretto con chi assegna il lavoro.

Reazioni e richieste: serve chiarezza

Nel frattempo sindacati e associazioni di categoria spingono per regole più nitide sul tema. “Serve una definizione chiara di cosa rientra tra i rapporti ‘assimilati’”, avverte Andrea Marini della Cgil Funzione Pubblica. “Altrimenti rischiamo di lasciare senza tutele tanti lavoratori atipici”. L’INPS ha ribadito che ogni interpretazione seguirà le indicazioni del legislatore.

La discussione resta aperta: la circolare diffusa oggi offre solo una fotografia parziale della situazione. Nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuovi chiarimenti normativi. Intanto chi lavora in autonomia resta ai margini delle statistiche ufficiali e delle garanzie che ancora spettano soltanto al rapporto dipendente o assimilato.

Franco Sidoli

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