Assegno di inclusione: chi abita in questa città rischia di perderlo

Assegno di inclusione in pericolo: i residenti di questa città potrebbero veder svanire l’opportunità di sostegno. Scopri quali rischi si celano.

A partire dal 1° gennaio è iniziato a brillare il nuovo assegno di inclusione, un faro di sostegno che ha superato il vecchio reddito di cittadinanza. Questo raggio di aiuto è destinato a coloro che non possono essere occupati, ovvero a chi in famiglia ha un over 60, un minorenne o una persona con disabilità. Se avete presentato la domanda entro il 7 gennaio, la prima rata è stata erogata a partire dal 26 gennaio, mentre per gli altri, l’arrivo di questo spiraglio di luce si prospetta per il 15 febbraio.

Il rischio di perdere l'Assegno di Inclusione
Assegno di Inclusione: il pericolo delle scadenze per le famiglie di questa città – Lamiapartitaiva.it

Tuttavia, tra gli scogli burocratici potrebbe nascondersi una tempesta che rischia di oscurare l’erogazione di questo prezioso assegno dopo soli pochi mesi. La legge sottolinea che i nuclei familiari destinatari dell’assegno di inclusione devono rispettare alcuni obblighi, altrimenti si rischia la sospensione del sostegno.

Uno di questi obblighi è il dovere di recarsi presso i servizi sociali del proprio comune entro un determinato periodo per la presa in carico e la firma del patto di inclusione sociale. Una volta  firmato il patto di attivazione digitale, si hanno 120 giorni per presentarsi dai servizi sociali per la verifica dei dati, la presa in carico del PAD e continuare a ricevere  l’assegno di inclusione.

L’invito a questa “celebrazione” dovrebbe giungere direttamente dai servizi sociali comunali. Sono loro che dovrebbero convocare i nuclei familiari entro 120 giorni, altrimenti si rischia l’oscuramento dell’assegno. Se, per qualche motivo, l’invito non dovesse arrivare, l’onere passa ai nuclei familiari, che devono presentarsi spontaneamente ai servizi sociali.

Quindi, a pochi giorni dalla scadenza dei 120 giorni, se non avete ricevuto la convocazione, dovete andare spontaneamente per la conferma del PAD. Se il nucleo familiare non si presenta alla prima convocazione, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, lettera a, del decreto legge n. 48 del 2023, il diritto all’assegno di inclusione decade immediatamente.

Chi rischia di perdere l’assegno di inclusione?

Tuttavia, un nuvolone grigio sembra stagliarsi all’orizzonte, minacciando di coprire la luce di questo assegno. L’allarme è stato lanciato dall’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese, che ha sottolineato come le procedure per gli assistenti sociali non siano ancora iniziate perché l‘INPS non ha ancora caricato i dati di coloro che hanno presentato domanda sulla piattaforma Gepi.

Il rischio di perdere l'Assegno di Inclusione
Assegno di Inclusione in bilico in questa città – Lamiapartitaiva.it

Questa,  creata dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, dovrebbe facilitare la gestione dei patti per l’inclusione sociale. Attraverso di essa, gli assistenti sociali possono verificare se i nuclei familiari hanno diritto al sostegno, incrociando i dati INPS con quelli ISEE e anagrafici. Tuttavia, ad oggi, sulla piattaforma Gepi del Comune di Napoli, i dati non sono stati ancora caricati.

Per Trapanese, questo ritardo rischia di gettare un’ombra su circa 25-30mila pratiche, che devono essere esaminate da 220 assistenti sociali del Comune di Napoli entro 120 giorni per evitare la sospensione degli assegni. Considerando che molti hanno presentato domanda il 1° gennaio, sono già trascorsi oltre 20 giorni. Un banco di nebbia che potrebbe bloccare l’intero sistema, lasciando molte famiglie nell’oscurità, a meno che il governo non intervenga con una proroga.

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