Assegno unico 2023, data accredito e novità

Tutte le novità a partire da settembre dell’Assegno unico 2023, con date di accredito, informazioni importanti e cosa fare in caso di difformità sull’isee presentato.

L’assegno unico del mese corrente sarà erogato in diverse date, ovvero il 15, 18 e 19 settembre 2023, ai genitori che lo hanno già ricevuto nei mesi precedenti o nel caso in cui non siano state apportate modifiche alla rata. Tuttavia, i beneficiari che hanno presentato la domanda ad agosto o che hanno subito un adeguamento dell’assegno, sia in positivo che in negativo, riceveranno l’accredito durante l’ultima settimana del mese di settembre 2023. Saranno informati dell’erogazione da parte dell’Inps tramite e-mail o sms e potranno verificare il dettaglio del calcolo sul sito dell’Istituto.

Tutte le novità sull’assegno unico 2023 a partire da settembre

Va ricordato che le soglie ISEE sono state rivalutate nel 2023, infatti se l’anno scorso si poteva ricevere l’importo massimo di base con un ISEE di almeno 15.000 euro, quest’anno tale soglia è stata estesa a 16.215 euro. D’altra parte, l’importo minimo non sarà più disponibile per chi ha un ISEE di almeno 40.000 euro, ma sarà invece necessario avere un ISEE di almeno 43.240 euro per accedervi.

La rivalutazione annuale prevista per il 2023, pari all’8,1%, è applicata sia agli importi che alle soglie Isee. Nella Tabella 1 del Decreto Legislativo 230/2021, troviamo alcuni esempi di come sono cambiati le soglie Isee e gli importi base nel 2023.

Da 0 a 16.215 euro 189,20 euro
Da 19.458 a 19.566 euro 172,42 euro
Da 21.620 a 21.728 euro  161,61 euro
Da 25.944 a 26.052 euro 139,99 euro
Da 37.835 a 37.943 euro 80,53 euro
Da 39.997 a 40.105 euro 69,72 euro
Oltre 43.240 euro 54,05 euro

 

Calendario di pagamento dell’Assegno Unico a settembre 2023

Per garantire una corretta erogazione dell’Assegno Unico di questo mese, saranno adottate diverse tempistiche a seconda della situazione di ogni beneficiario:

Dal 15 al 19 settembre, l’Assegno Unico sarà accreditato ai genitori che hanno già beneficiato di questa prestazione in passato o qualora non si siano verificate variazioni nella rata. Tale modalità di pagamento varrà sia per coloro che ricevono la prestazione su carta Rdc, sia per chi ha scelto di associarla al proprio conto corrente.

– Durante l’ultima settimana di settembre, verranno erogati gli Assegni Unici richiesti a partire dal mese di agosto o che hanno subito un conguaglio, sia a credito che a debito. Saranno identiche le date per chi, al momento della scadenza dell’ultima mensilità dell’rdc, ha fatto richiesta per l’Assegno Unico pur non ricevendo più il sussidio in quanto considerato “occupabile”.

A partire dal 27 settembre, l’Assegno Unico sarà erogato ai genitori che continueranno a ricevere il Reddito di Cittadinanza in quanto ritenuti “non occupabili”, così come a coloro che, dopo aver ricevuto l’avviso di interruzione dell’rdc, sono stati presi in carico dai servizi sociali del proprio Comune.

In questo modo, si garantisce una distribuzione equa e puntuale dell’Assegno Unico, nel rispetto delle diverse situazioni dei percettori.

Famiglia con 4 figli sorride guardando un iPad
Foto | evgenyatamanenko @Canva – lamiapartitaiva.it

Per monitorare gli accrediti e gli importi relativi all’Assegno Unico Inps, è necessario accedere al proprio “Fascicolo previdenziale del cittadino” nel portale Inps. Una volta effettuato l’accesso, è sufficiente cliccare sulla sezione “Prestazione” e successivamente su “Pagamenti”. È poi possibile selezionare l’anno in corso, ovvero il 2023. Questo procedimento garantisce un controllo sulle date di accredito e sugli importi spettanti a ogni genitore.

A partire da settembre 2023, i neo genitori riceveranno una comunicazione tramite e-mail che li avvisa di presentare la richiesta per ottenere l’assegno unico o di integrare il beneficio già ricevuto per altri figli a carico.

Tuttavia, l’e-mail di notifica non verrà inviata automaticamente. Tutti i genitori interessati possono scegliere di aderire al servizio proattivo accedendo all’area MyINPS sul sito istituzionale dell’Istituto, dove troveranno tutte le informazioni necessarie per dare il proprio consenso a questa innovativa modalità di servizio.

Questa iniziativa è stata assunta con l’obiettivo di agevolare l’accesso all’Assegno Unico in occasione della nascita di un figlio, sottolineando l’importanza per l’Istituto di porre al centro delle proprie attività le esigenze dei cittadini, mettendo l’accento sulla tempestività, l’efficienza e la previsione delle necessità degli utenti.

Assegno Unico: cosa fare in caso di omissioni o difformità nell’ISEE

In merito alle possibili omissioni o difformità presenti nell’attestazione ISEE, che influenzano il calcolo dell’importo dell’Assegno Unico, l’Inps ha preso delle decisioni. Inizialmente, era stato comunicato che a partire da settembre sarebbe stato erogato solo l’importo minimo previsto dalla legge in caso di irregolarità. Tuttavia, considerando le difficoltà che i cittadini potevano affrontare nel regolarizzare la propria situazione durante l’estate, l’implementazione di questa misura è stata posticipata a novembre 2023.

Indipendentemente da ciò, è importante sapere che “la regolarizzazione dell’ISEE da parte dell’utente può essere effettuata entro la scadenza della Dichiarazione Sostitutiva Unica dalla quale derivano le omissioni e/o difformità (31 dicembre dell’anno di presentazione della DSU)”.

Ci sono diversi modi per regolarizzare la situazione:

  • presentazione di una nuova DSU priva di difformità;
  • richiesta di rettifica della DSU precedentemente trasmessa dal Caf intermediario, con effetto retroattivo, solo se il Caf ha commesso un errore materiale;
  • presentazione della documentazione adeguata, relativa al componente del nucleo familiare interessato dalle
  • omissioni/difformità esposte nella tabella di dettaglio dell’attestazione, alla struttura Inps competente territorialmente per dimostrare la completezza e la veridicità dell’ISEE.

Nel caso in cui le omissioni/difformità riguardino il patrimonio immobiliare, è possibile fornire la seguente documentazione:

  • documentazione dell’intermediario finanziario (come ad esempio l’estratto conto) che attesti la correttezza dei saldi e delle giacenze dei rapporti finanziari indicati nella DSU;
  • denuncia presentata all’autorità competente che dimostri che il rapporto finanziario omesso nella DSU è stato aperto senza il consenso del titolare del rapporto;
  • documentazione rilasciata dall’intermediario finanziario che attesti la chiusura del rapporto finanziario omesso nella DSU (ad esempio, la chiusura di un conto corrente o la vendita di titoli) negli anni precedenti a quello di riferimento dei dati
  • patrimoniali indicati nella DSU con omissioni/difformità;
  • documentazione rilasciata dall’intermediario finanziario che attesta l’assenza effettiva del rapporto finanziario omesso nella DSU, erroneamente riportato negli archivi dell’Agenzia delle Entrate dall’intermediario stesso;
  • documentazione fornita sia dall’istituto di credito sia dalla società di gestione del risparmio che attesti sostanzialmente la consistenza dello stesso patrimonio mobiliare.

Se invece le omissioni/difformità riguardano un reddito, sarà possibile presentare la documentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che attesti che l’omissione/difformità segnalata nell’attestazione ISEE non è più valida (ad esempio, nel caso in cui il datore di lavoro abbia comunicato un Certificazione Unica errata all’Agenzia delle Entrate).

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