Assonime: confermato il modello del doppio binario nel riordino sanzioni TUF, tra vantaggi e criticità

Luca Ippolito

15 Maggio 2026

Il nuovo sistema sanzionatorio del Testo Unico della Finanza divide l’opinione pubblica. Assonime, che rappresenta le società per azioni italiane, non si è tirata indietro. Ha messo sul tavolo un’analisi precisa, evidenziando luci e ombre di questo decreto legislativo in arrivo. La questione è calda: come influirà sulle pratiche di compliance? E sulla certezza del diritto? Il mercato finanziario italiano, in fermento, osserva con attenzione, consapevole che il cambiamento sarà significativo.

Più chiarezza e ordine: i punti a favore del decreto

Assonime apprezza soprattutto il tentativo di mettere ordine nel sistema sanzionatorio del TUF. Lo schema cerca di semplificare la normativa, accorpando norme frammentate e rendendo più lineare la struttura. Questo dovrebbe aiutare le imprese a capire meglio le regole e le conseguenze in caso di infrazioni.

Un altro aspetto positivo riguarda la definizione più precisa delle violazioni punibili e delle sanzioni relative. Il decreto introduce criteri di graduazione e proporzionalità, con l’obiettivo di applicare pene più eque. Si punta a modulare le sanzioni in base alla gravità del fatto, alla responsabilità e alle circostanze attenuanti o aggravanti.

Assonime sottolinea anche lo sforzo di allineare la normativa italiana agli standard europei, in particolare alle indicazioni dell’ESMA . Questo contribuisce a rafforzare la coerenza internazionale e a proteggere meglio gli investitori, senza però ostacolare troppo le attività economiche legittime.

Il decreto introduce poi misure per semplificare le procedure, come limiti temporali per l’avvio dei procedimenti e la possibilità di definire in modo agevolato alcune irregolarità di minor rilievo. Questi accorgimenti potrebbero alleggerire la burocrazia e accelerare gli interventi delle autorità. Nel complesso, il testo sembra voler bilanciare rigore e funzionalità.

Le ombre sul decreto: le preoccupazioni di Assonime

Non mancano però le critiche da parte di Assonime, frutto di un’analisi attenta sull’applicabilità delle nuove regole. Una delle principali preoccupazioni riguarda la complessità interpretativa che potrebbe nascere dall’introduzione di norme più dettagliate e frammentate. Senza linee guida chiare, il rischio è di aumentare l’incertezza su come applicare le sanzioni.

Un altro punto delicato riguarda le sanzioni pecuniarie, spesso molto alte, anche se graduabili. Questo spaventa soprattutto le società quotate e gli emittenti, che temono ripercussioni economiche e reputazionali anche per infrazioni non intenzionali. Assonime chiede maggiori garanzie per evitare sanzioni troppo pesanti, con sistemi di controllo che tengano insieme deterrenza e sostenibilità per le aziende.

Poi c’è il tema delle tempistiche. Il decreto vuole limitare la durata dei procedimenti, ma potrebbe esserci il rischio di conflitti tra la necessità di essere rapidi e quella di svolgere indagini accurate. Questo potrebbe mettere in difficoltà sia le autorità sia i soggetti coinvolti, allungando i contenziosi.

Infine, Assonime sottolinea l’importanza di una formazione adeguata e aggiornata per chi deve applicare queste norme. Solo così si potrà garantire uniformità di giudizio in tutto il Paese ed evitare disparità tra regioni o autorità diverse, assicurando trasparenza e prevedibilità.

Cosa cambia per il mercato e quali sfide attendono

Il riordino delle sanzioni ha un ruolo chiave per il futuro del mercato finanziario italiano nel 2024. Trovare il giusto equilibrio tra rigore e tutela delle imprese è fondamentale per mantenere attrattività e competitività nel contesto europeo.

Assonime mette in evidenza che non basta scrivere una buona legge: serve anche che le autorità accompagnino il cambiamento con prassi chiare e collaborative. Sarà fondamentale monitorare gli effetti concreti delle sanzioni per intervenire se necessario con correzioni o aggiornamenti.

Per le società quotate e gli operatori, questo significa adottare sistemi di compliance più rigorosi e aggiornati, con controlli interni capaci di prevenire infrazioni e limitare i rischi. La collaborazione tra imprese e autorità, basata su dialogo trasparente e tempestivo, sarà un valore aggiunto.

Guardando più avanti, il modello previsto punta a rendere la regolamentazione più flessibile e capace di adattarsi a un mercato finanziario in continuo movimento. Se si riuscirà a superare le criticità evidenziate da Assonime, la nuova disciplina potrà creare un contesto più solido e affidabile per investitori e operatori, dando impulso a uno sviluppo sostenibile del settore.

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