Roma, 21 dicembre 2025 – Una giornata fitta di impegni a Palazzo Chigi, dove il governo ha riunito un tavolo tecnico sulle nuove direttive europee che riguardano la sostenibilità aziendale. Dalle 9 di mattina, nella sala dei ministri, si sono confrontati funzionari del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Ambiente, insieme a rappresentanti di Confindustria, sindacati e altri soggetti coinvolti. Al centro del dibattito le scadenze previste dagli ESRS – European Sustainability Reporting Standards. Sullo sfondo, le difficoltà interne e le resistenze che ancora rallentano l’adesione italiana alle regole europee.
Le nuove normative europee sulla rendicontazione di sostenibilità obbligheranno da gennaio 2026 migliaia di aziende italiane a rendere pubblici dati dettagliati su emissioni, impatti sociali e governance. Non sarà una passeggiata. “Le linee guida sono molto ambiziose, ma applicarle richiederà un grande sforzo organizzativo”, ha detto Giulia Martini, responsabile sostenibilità di una multinazionale energetica presente all’incontro. Per ora, l’obbligo riguarda solo le imprese con più di 250 dipendenti, ma entro il 2027 toccherà a molti altri.
Il governo – stando a fonti vicine al ministro Giorgetti – sta pensando a un decreto specifico per coordinare questa transizione. Ma durante la riunione non sono mancate critiche. Alessandro Riva, delegato di Confindustria, ha espresso “preoccupazione per la poca chiarezza su alcune metriche ambientali e sui tempi”. I sindacati invece chiedono “un coinvolgimento reale dei lavoratori”, come ha sottolineato Paola Bruni, segretaria della Filctem Cgil.
Se sul principio della trasparenza nei bilanci di sostenibilità c’è un accordo generale, restano però forti divergenze sulle modalità pratiche. Alcune aziende temono costi elevati e rischi per la loro immagine legati alla pubblicazione di dati sensibili. “Bisogna evitare una corsa al ribasso sulla qualità dell’informazione”, ha avvertito Riva durante il dibattito, mettendo in guardia contro una “burocrazia soffocante”.
Per Marco Pellegrini, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Roma, “la formazione interna sarà fondamentale: mancano esperti che sappiano tradurre le regole ESRS in pratica”. Un problema confermato anche da diversi consulenti intervenuti via streaming dalla sede milanese dell’Associazione Italiana Revisori.
Dal Ministero dell’Ambiente la sottosegretaria Simona Benedetti ha garantito sostegno: “Accompagneremo le imprese con linee guida chiare e incentivi mirati”, promettendo inoltre consultazioni regolari fino a marzo. Solo allora si vedrà se il quadro normativo sarà più definito.
Da metà mattina è online il nuovo portale dedicato: si chiama ESRS Knowledge Hub ed è accessibile dal sito ufficiale del Ministero dell’Economia. Pensato per aziende e professionisti, offre modelli di report già pronti, risposte alle domande più frequenti, aggiornamenti sulle scadenze e un forum tecnico gestito da esperti. Nel primo pomeriggio – secondo i dati del dicastero – erano già oltre 1.500 gli utenti iscritti.
La piattaforma si propone come un “punto di riferimento virtuale per supporto e confronto”, come si legge sulla home page. Qui si possono scaricare documenti esplicativi e seguire le FAQ aggiornate direttamente dagli uffici della Commissione UE. C’è anche una sezione dedicata alle segnalazioni anonime delle criticità che emergono dalle imprese nel percorso verso l’adeguamento.
La riunione si è chiusa alle 13.15 tra applausi contenuti e qualche scambio acceso tra i rappresentanti delle PMI, che chiedono deroghe temporanee per chi ha meno risorse. Il governo – con il sottosegretario all’Economia Marco Di Tullio – ha promesso “una proposta di decreto entro fine gennaio”, tenendo conto dei suggerimenti raccolti oggi.
In attesa del testo definitivo, resta alta la tensione. Da una parte cresce la consapevolezza che la transizione verso la sostenibilità sia ormai inevitabile; dall’altra pesano i dubbi sui costi, sulle procedure da seguire e sul rischio che grandi gruppi abbiano vantaggi rispetto alle filiere più piccole.
Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra ministeri e parti sociali. Intanto tutte le imprese hanno gli occhi puntati sul portale ESRS Knowledge Hub, sperando che almeno lì arrivi qualche risposta prima delle lungaggini burocratiche tradizionali.
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