Cambia il decreto ingiuntivo con fattura dal 2024: le ultime novità

Quando la fattura rivela determinati requisiti è sufficiente per ottenere un decreto ingiuntivo, ma con la riforma del 2024 cambia qualcosa.

Di base non è necessario rivolgersi a un professionista per fare un decreto ingiuntivo. Quando i crediti sono inferiori ai 1.100 euro, la legge prevede una procedura da seguire abbastanza semplice, attraverso cui il creditore può rivolgersi direttamente al giudice di pace per ottenere quanto chiede. Va da sé che il decreto ingiuntivo debba fornire prova dell’esistenza del credito. Servono quindi dei documenti che lo attestino una simile situazione.

Ottenere un decreto ingiuntivo tramite fattura
Decreto ingiuntivo solo grazie alla fattura: ecco come si fa – lamiapartitaiva.it

Di norma, le prove richieste sono le scritture private e i contratti. Ma funzionano anche le promesse unilaterali di pagamento e i vari documenti contabili che attestano la vendita di merci, il versamento di denaro oppure la fornitura di un’opera o di un servizio.

In alcuni casi, ai fini dell’ottenimento di un decreto ingiuntivo, la fattura è fra i documenti rappresentativi della veridicità dell’esistenza di un credito. Anche se la fattura, in quanto documento unilaterale redatto da chi le emette, ha bisogno anche di altre prove di supporto.

Il decreto ingiuntivo ha valenza di atto giudiziario e deve quindi sempre passare per un tribunale. Senza, è impossibile intimare al debitore di saldare il suo debito e dunque avviare la riscossione in caso di futuro inadempimento. In questo senso, per ottenere un decreto ingiuntivo bisogna provare con certezza l’esistenza del credito e del suo ammontare.

La fattura idonea a consentire l’emissione del credito ingiuntivo

La fattura è comunque un documento importante (e in certi casi sufficiente) a provare il credito. Per questo può consentire l’emissione immediata del decreto ingiuntivo. Il documento deve però rispettare alcune caratteristiche. Deve in pratica essere stata “accettata” e notificata correttamente. E non solo.

Decreto ingiuntivo con fatturazione elettronica
Come la fattura elettronica facilita l’ottenimento del decreto ingiuntivo – lamiapartitaiva.it

Cambia qualcosa con l’obbligo, che scatterà nel 2024, di depositare le fatture in formato elettronico. E ciò comporta degli evidenti vantaggi per i creditori, tra cui la possibilità di inviare al legale tutta la documentazione via mail, senza pagare i costi dell’autentica notarile.

Per farlo c’è bisogno di inviare un duplicato della fattura emessa in formato .xml (o, se firmata digitalmente, in formato .xml.p7m). Poi occorre una copia fattura in formato .pdf. Infine, va inoltrata la ricevuta di consegna generata dal sistema di interscambio in formato .pdf o .xml.

Tutti questi documenti sono scaricabili dal cassetto fiscale, accedendo all’area riservata dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Usare solo la fattura per il decreto ingiuntivo ha però senso finché non c’è opposizione. In caso di opposizione bisogna prepararsi a presentare mezzi di prova oggettivamente apprezzabili.

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