Economia

Come recuperare da subito 5 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata

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Antonia Festa

Il Governo ha pensato ad un metodo per riscattare periodi scoperti da contribuzione e consentire l’accesso alla pensione. Di cosa si tratta?

Per l’erogazione della pensione di vecchiaia è necessario maturare un requisito anagrafico e uno contributivo. Nel dettaglio, servono 67 anni di età e 20 di contributi.

Per andare in pensione bisogna rispettare specifiche condizioni (lamiapartitaiva.it)

Le due condizioni, però, non vanno di pari passo e potrebbe capitare di raggiungere il presupposto anagrafico ma non quello contributivo. In questo caso, il diritto alla pensione sembrerebbe compromesso.

Per ovviare a tale problematica, la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto la cd. pace contributiva.

Si tratta di uno strumento che consente di recuperare fino a 5 anni di contributi in caso di periodi scoperti, per ottenere l’assegno pensionistico.

In particolare, l’art. 27 della bozza della Manovra finanziaria prevede la reintroduzione di una misura che, nel triennio 2019-2021 ha riscosso un inaspettato successo.

Per gli anni 2024 e 2025, quindi, i contribuenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, gli iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi e i contributivi puri aderenti alla Gestione separata possono riscattare, in tutto o in parte, i periodi precedenti la data di entrata in vigore della normativa.

Pace contributiva: a chi è rivolta e in cosa consiste?

La pace contributiva è un metodo che permette a coloro che hanno iniziato a lavorare a partire dal 1° gennaio 1996 di recuperare periodi utili alla pensione, nei quali vi è la totale assenza dei versamenti previdenziali.

In cosa consiste la pace contributiva? (lamiapartitaiva.it)

Questo vuol dire che si possono riscattare i periodi scoperti da contribuzione figurativa, da riscatto, volontaria o da lavoro effettivo.

Non possono, però, essere oggetto della manovra i periodi scoperti a causa di problemi legati al datore di lavoro.

La pace contributiva ha un costo e la somma dovuta può essere pagata sia in un’unica soluzione sia a rate, in un massimo di 120 al mese, di ammontare non inferiore a 30 euro.

L’ammontare da versare verrà determinato sulla base dei criteri contenuti nel Decreto Legislativo n. 184 del 1997 oppure sulle retribuzioni percepite nell’ultimo anno antecedente la pace.

Il testo della Legge di Bilancio 2024 è solo una bozza ma è molto probabile che verranno confermati i benefici relativi alla passata pace contributiva.

Gli interessati, dunque, potranno scaricare gli importi del riscatto tramite Modello 730 o Modello Redditi PF e detrarre fino al 50% della somma spesa, in 5 rate annuali di pari importo.

Specifichiamo, infine, che i periodi contributi recuperati possono essere conteggiati sia ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione sia ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico.

Antonia Festa

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