IMU, puoi pagarlo con uno sconto del 50%: basta una semplice autocertificazione

In alcuni casi abbiamo diritto a un sostanzioso sconto sull’Imu: una semplice autocertificazione basta per pagare il 50% in meno. 

Tutto dipende dallo stato dell’immobile. Lo ha detto la Corte di Cassazione. Vediamo quando possiamo usufruire di questa possibilità.

Sconto IMU del 50% quando spetta
Quand’è che possiamo dimezzare l’IMU sugli immobili? – lamiapartitaiva.it

L’Imu (Imposta Municipale Propria) è la tassa sulla casa introdotta nel 2011 dal governo guidato da Mario Monti nella manovra cosiddetta “Salva-Italia”. Si tratta di un’imposta da pagare a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari.

In alcune circostanze c’è la possibilità di pagare la metà dell’Imu: uno sconto del 50% che si “attiva” quando l’immobile versa in determinate condizioni e che richiede una semplice autocertificazione, come ha stabilito la Suprema Corte. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

IMU “scontata” al 50% con autocertificazione: quando spetta

Il diritto a uno “sconto” Imu pari al 50% dell’imposta scatta quando l’immobile è stato dichiarato inagibile e, conseguentemente, inabitabile. E per usufruirne può bastare la semplice autocertificazione dello stato dell’immobile.

IMU scontata della metà quando ne abbiano diritto
Lo sconto del 50% dell’IMU è legato allo stato dell’immobile – lamiapartitaiva.it

Il principio è stato ribadito in diverse occasioni dalla Corte di Cassazione, in più ordinanze dove la Suprema Corte ha sottolineato la centralità del principio di collaborazione e buona fede tra ente impositore e contribuenti. Ne consegue che quando il Comune è a conoscenza del fatto che un immobile è inagibile l’Imu viene dimezzata anche se non viene presentata la dichiarazione Imu.

Per i fabbricati dichiarati inagibili – dunque inagibili e rimasti de facto inutilizzati – il contribuente può presentare un’autocertificazione per ottenere lo “sconto” del 50% sull’Imu. Oppure può far accertare lo stato dell’immobile – con perizia a carico del proprietario – dal competente ufficio tecnico del Comune.

Quand’è che un immobile è inagibile

L’ordinanza 19665 del 2023 sancisce che non è necessario che il contribuente chieda nuovamente di poter accedere alla riduzione Imu del 50% quando l’ente impositore è conoscenza della perdurante inutilizzabilità dell’immobile.

L’inagibilità di un immobile scatta quando il degrado fisico della struttura è tale da rendere impossibili interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Come nel caso di edifici diroccati, fatiscenti o pericolanti (ad esempio i fabbricati con solai e tetti a rischio di crollo). Stesso discorso per gli edifici per i quali il Comune ha disposto l’ordinanza di demolizione o ripristino per evitare possibili danni a terzi.

Come detto, la Cassazione ha ribadito che non è necessario che il contribuente metta al corrente il Comune di informazioni già in suo possesso sullo stato dell’immobile inagibile. In questo caso il principio da applicare – ben più che un auspicio, quanto un principio fissato dalla legge – è quello della collaborazione e della buona fede sancito dallo Statuto del Contribuente (legge n. 212 del 2000, articolo 10, comma 1). Il Comune, in sostanza, non può chiedere al contribuente di versare una tassa non dovuta, tanto più quando è perfettamente a conoscenza delle condizioni che gli permettono di accedere allo sconto del 50% sull’Imu.

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