Modello 730 e pagamento a rate: cosa succede se si cambia datore di lavoro? La risposta dell’AdE

Nel caso in cui emerga un debito IRPEF si ha l’obbligo di pagare, in un’unica soluzione o a rate. Che succede se varia il sostituto d’imposta?

Le ragioni per le quali può emergere un debito IRPEF in seguito alla presentazione del Modello 730 sono svariate.

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Come si salda il debito IRPEF? (lamiapartitaiva.it)

Per esempio, il datore di lavoro può non aver trattenuto tutte le tasse dovute. A prescindere dal motivo, i contribuenti hanno la possibilità di richiedere la rateizzazione delle somme.

Bisogna, però, distinguere tra contribuenti con sostituto d’imposta, ai quali vengono addebitati gli importi dovuto direttamente sullo stipendio o sulla pensione, e quelli senza sostituto d’imposta, che dovranno provvedere al pagamento tramite modello F24.

Per i lavoratori dipendenti, il datore trattiene l’importo o le rate IRPEF e cedolare secca dalla busta paga del mese di luglio. Per i pensionati, le trattenute vengono effettuate ad agosto o a settembre.

Per la seconda o unica rata di acconto, la trattenuta è fissata a novembre. In questo caso, però, non è possibile richiedere la rateizzazione.

Per i contribuenti che hanno presentato il Modello 730 precompilato oppure ordinario senza sostituto d’imposta, invece, per il pagamento del debito IRPEF il CAF o il professionista che ha inviato la documentazione dovrà trasmettere il modello F24 in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate.

In alternativa, entro 10 giorno prima della scadenza del termine, dovrà presentare il modello al contribuente, affinché provveda al pagamento.

Nel caso di Modello 730 senza sostituto d’imposta inviato direttamente all’Agenzia delle Entrate, l’interessato ha la possibilità di procedere direttamente con il pagamento online, tramite l’apposita sezione del portale web dell’Ente.

Pagamento debito IRPEF in caso di cessazione del rapporto di lavoro: quali sono gli strumenti per adempiere?

Abbiamo specificato come ci sia una differenza nel pagamento del debito IRPEF a seconda che il contribuente abbia presentato il Modello 730 con o senza sostituto d’imposta.

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Entro quando si paga il debito IRPEF? (lamiapartitaiva.it)

Nel primo caso, dunque, spetta al datore di lavoro provvedere alla trattenuta degli importi del debito direttamente in busta paga.

Ma cosa succede se, poco prima della scadenza del termine per il pagamento, il contribuente cambia datore di lavoro? In che modo potranno essere saldate le rate?

Nell’ipotesi in cui sia emerso un debito IRPEF e ne sia stata chiesta la rateizzazione ma, prima dell’espletamento delle procedure di conguaglio ci sia stata la cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro riferire subito al dipendente le somme dovute, che non sono state oggetto di trattenuta.

In questo modo, il contribuente che ha debiti IRPEF non ancora pagati, potrà provvedere a regolarizzare la propria posizione tramite versamento con modello F24.

Se, invece, il sostituto d’imposta non ha ancora trasmesso le somme dovute dal lavoratore, quest’ultimo può chiedere al datore di trattenere gli importi a debito, applicando gli interessi stabiliti.

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