Partite IVA: dal 2024 si passa alla tassa piatta, addio flat tax

Il cantiere del Fisco riserva importanti novità alle Partite IVA per il 2024: ecco come cambia la tassazione (e chi ci guadagna).

Ai titolari di Partita Iva l’espressione “flax tax incrementale” non suona certo nuova. La tanto discussa misura era stata introdotta in via sperimentale per il solo 2023, che ormai sta per chiudersi. In sintesi: aliquota agevolata del 15% sull’incremento di reddito rispetto al triennio precedente, per contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, diversi da quelli che applicano il regime forfettario. E il prossimo anno?

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La manovra 2024 non proroga la flat tax incrementale, che tra l’altro non è prevista nemmeno dalla Riforma fiscale. – (Lamiapartitaiva.it)


La manovra 2024 non proroga la flat tax incrementale (che, tra l’altro, non è prevista nemmeno dalla Riforma fiscale, almeno finora)
. Di conseguenza, per il periodo d’imposta 2023 in dichiarazione 2024 si potrà utilizzare il beneficio fiscale, dopo di che non sarà più possibile. Cosa deve aspettarsi dunque sul versante fiscale il popolo delle Partite Iva nell’anno che bussa alle porte?

La tassa piatta dalla A alla Z

La tassa piatta per le Partite Iva si calcola su una base imponibile (comunque non superiore a 40mila euro,) pari alla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo del 2023 e quello più elevato dichiarato negli anni dal 2020 al 2022, decurtata di un importo pari al 5 per cento di quest’ultimo ammontare.

Come accennato, solo per il 2023 i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, diversi da quelli che applicano il regime forfetario, possono applicare questa tassazione in luogo delle aliquote per scaglioni di reddito stabilite dall’art. 11 del testo unico delle imposte sui redditi.

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Nella maggior parte dei casi, con l’applicazione della flat tax si va chiaramente verso un risparmio di imposte non certo trascurabile. -(Lamiapartitaiva.it)

Morale: chi nel 2023 ha registrato un aumento di reddito nei limiti sopra esposti, può applicare la flat tax incrementale del 15% nella prossima dichiarazione dei redditi. Nella maggior parte dei casi, con l’applicazione della flat tax si va chiaramente verso un risparmio di imposte non certo trascurabile, per cui è ipotizzabile che in sede di dichiarazione dei redditi 2024 saranno in tanti ad avvalersi della misura, a maggior ragione considerando la temporaneità dell’agevolazione fiscale. Dal periodo d’imposta 2024, invece, tale opzione non sarà più praticabile.

Dal 1° gennaio 2024, per le partite IVA si tornerà dunque alle regole ordinarie di tassazione degli incrementi di reddito registrati nel corso del nuovo anno. Il regime Iva ordinario prevede una tassazione progressiva caratterizzata da aliquote Irpef che aumentano in funzione del reddito secondo 5 scaglioni: 23% fino a 15 mila euro; 27% per redditi tra i 15.001 e 28 mila euro; 38% tra 28.001 e 55 mila euro; 41% tra 55.001 e 75 mila euro; 43% in caso di redditi maggiori a 75 mila euro. Semplificando all’osso: più soldi guadagni, più imposte paghi. Il calcolo di convenienza è presto fatto.

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