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Semplificata la Tassonomia UE: meno burocrazia per le imprese italiane e tutela ambientale garantita

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Franco Sidoli

Roma, 22 dicembre 2025 – Il governo italiano ha approvato ieri sera un nuovo pacchetto di semplificazioni pensato per alleggerire gli oneri burocratici delle imprese. Una decisione molto attesa, soprattutto dalle piccole e medie aziende, che negli ultimi anni hanno più volte denunciato la difficoltà di muoversi in un sistema normativo spesso confuso e frammentato. Come ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico, Giulia Riva, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, l’obiettivo è chiaro: “Rafforzare la competitività delle nostre imprese senza rinunciare a tutela del clima e dell’ambiente“.

Meno burocrazia, più efficienza: cosa cambia per le imprese

Tra le novità più importanti c’è la digitalizzazione di oltre venti procedure, molte riguardanti permessi e autorizzazioni che finora richiedevano tempi lunghi e passaggi da un ufficio all’altro. “Si tratta di una semplificazione reale”, ha sottolineato Riva. “Ogni impresa potrà risparmiare in media circa 40 giorni l’anno solo nelle pratiche con la Pubblica Amministrazione”.

Nel decreto c’è anche la creazione di uno sportello unico digitale – attivo dal 15 marzo 2026 – dove le aziende potranno inviare domande, ricevere risposte e seguire l’iter delle loro richieste. “Addio a decine di sportelli”, spiega una funzionaria del Ministero. “Basterà entrare con lo Spid e in pochi minuti si potranno caricare tutti i documenti necessari”.

La tutela ambientale resta al centro

Uno dei timori sollevati negli ultimi giorni era che queste semplificazioni potessero diventare una scusa per aggirare le norme ambientali. Palazzo Chigi ha voluto chiarire subito con una nota ufficiale: “Tutte le procedure manterranno – o rafforzeranno, quando serve – i controlli previsti dalle leggi europee sulla sostenibilità”.

Per i progetti soggetti alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), ad esempio, i pareri tecnici dovranno arrivare entro massimo 90 giorni. Ma la documentazione richiesta non sarà ridotta rispetto agli standard già fissati da Bruxelles. Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Marco Taddei: “Non cerchiamo scorciatoie, stiamo solo togliendo duplicazioni burocratiche che rallentano lo sviluppo senza portare benefici veri all’ambiente”.

Dati e impatti economici attesi

Secondo uno studio della Cgia di Mestre presentato questa mattina a Roma, il pacchetto potrebbe far risparmiare nel medio periodo circa 2,7 miliardi di euro all’anno tra costi burocratici e produttività persa per ritardi. Un risultato accolto positivamente da Confindustria, che in una nota ha parlato di “un passo avanti importante in un momento difficile per il sistema produttivo italiano”.

Le associazioni ambientaliste restano invece caute. Legambiente chiede “massima trasparenza nell’attuazione” e suggerisce controlli a posteriori sui progetti più impattanti: “Bene la semplificazione”, si legge in un comunicato, “ma serve vigilanza concreta perché nessuna scorciatoia metta a rischio la nostra transizione verde”.

Prossimi passi: iter parlamentare e monitoraggio

Il decreto ora arriva alle Camere per essere convertito in legge, con il primo esame in Commissione Industria fissato entro fine gennaio. Nel frattempo il Ministero ha formato una cabina di regia incaricata di seguire passo passo l’efficacia delle misure: se qualche passaggio dovesse rivelarsi troppo complicato o dannoso per l’ambiente sarà rivisto.

Nei corridoi parlamentari il clima resta prudente. Il deputato PD Lorenzo Morelli chiede garanzie sulla “trasparenza degli iter autorizzativi”, mentre Forza Italia vede nella riforma “l’inizio di una nuova stagione per chi produce”. Le imprese attendono ora indicazioni chiare. Come ha detto ieri sera il presidente di CNA Dario Biagini, confidano in regole finalmente stabili: “Che non cambino ogni sei mesi”.

Le prossime settimane saranno decisive per capire come andrà davvero questa riforma. Intanto, nei distretti industriali tra Veneto ed Emilia-Romagna arrivano già le prime reazioni positive: “Se davvero ci lasceranno lavorare senza montagne di carte inutili”, racconta al telefono una giovane imprenditrice di Carpi, “potremo concentrarci sull’innovazione e crescere. E magari anche assumere qualcuno in più”.

Franco Sidoli

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