Troppe domande respinte dell’assegno inclusione e importi non corrispondenti: cosa fare per ricevere il giusto

L’assegno di inclusione è una misura che ha già deluso tanti italiani: critiche alle troppe domande respinte e ai corrispettivi bassi.

La misura assistenziale voluta dal Governo Meloni per sostituire il reddito di cittadinanza sembra essere partita col piede sbagliato. Atteso da centinaia di migliaia di famiglie italiane, l’assegno di inclusione sta deludendo per gli importi troppo bassi elargiti ai richiedenti e soprattutto per le tantissime domande già respinte.

Domande respinte assegno di inclusione
Assegno di inclusione: troppe domande già respinte – lamiapartitaiva.it

Secondo l’INPS, è stato accolto solo un terzo delle domande presentate a gennaio da chi credeva di poter percepire l’assegno di inclusione. In pratica, su più di 700 mila potenziali beneficiari hanno finora ottenuto il diritto all’assegno meno di 300 mila. E ora si paventano conseguenze gravi per moltissime famiglie.

A monte, la legge stessa che ha introdotto l’assegno di inclusione aveva previsto una platea di beneficiari superiore ai 730 mila. In tanti non hanno nemmeno presentato la domanda. E altrettanti se la sono vista subito bocciata. Il punto cruciale è proprio questo: come mai tante domande per l’assegno di inclusione sono state respinte?

L’INPS non ha risposto a simile quesito, ma alcuni analisti ipotizzano che molti richiedenti si sarebbero “buttati“, provando a inoltrare la richiesta, pur non avendo per motivi anagrafici o reddituali diritto al nuovo sussidio. Anche se sostituisce il reddito di cittadinanza, l’AdI non segue i suoi stessi requisiti.

Assegno di inclusione: perché tante domande sono state respinte

Per beneficiare dell’assegno bisogna avere sopra i sessant’anni di età oppure avere figli minorenni, invalidi o presi in carico dei servizi sociali. Tutti gli altri, detta in breve, non hanno diritto alla misura assistenziale. Anche chi è riuscito a ottenere l’assegno si sta però lamentando degli scarsi importi del trattamento.

Domande respinte assegno di inclusione
Perché tante domande respinte – lamiapartitaiva.it

Per ottenere il massimo dell’assegno, cioè intorno ai 600 euro, bisogna ottenere il massimo nella cosiddetta scala di equivalenza. Il parametro di questa scala parte da 1 e può salire fino a 2,3, ma solo in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.

I parametri aggiuntivi rimandano allo 0,5 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente e allo 0,4 per ciascun altro componente con età pari o superiore a sessant’anni. Si aggiunge uno 0,4 per un componente maggiorenne con carichi di cura o uno 0,3 per componenti adulti inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla PA. Per i minorenni il parametro è di 0,15. Poi c’è lo 0,1 per ogni ulteriore minorenne oltre il secondo.

La domanda di assegno di inclusione può essere accolta, sospesa e respinta. In caso di sospensione bisogna attendere, perché l’INPS sta verificando ancora che il richiedente abbia reale diritto al supporto economico. In caso di domanda respinta, il richiedente può presentare ricorso all’INPS entro 30 giorni. Deve però il ricorso con documenti che provino come la decisione dell’INPS sia stata erronea.

Impostazioni privacy