Come aprire una partita IVA e non perdere l’assegno INPS per Naspi: la procedura da seguire è queste

Chi riceve l’assegno NASpI può aprire una nuova partita IVA, ma nel 2024 cambierà leggermente la procedura da seguire con i requisiti.

Perdere il lavoro è sempre un trauma, ma lo Stato cerca di offrire ai nuovi disoccupati un aiuto chiamato NASpI per poter affrontare il periodo di difficoltà economica dovuta al non lavoro. La NASpI dà diritto a un assegno di sussistenza ma anche a varie agevolazioni. Il sussidio spetta se si perde il lavoro e funziona come una sorta di stipendio che il disoccupato continuerà a percepire mensilmente.

NASpI e partita IVA: nuovi requisiti
Aprire una partita IVA e non perdere l’assegno di disoccupazione NASpI – lamiapartitaiva.it

La quantità è uguale alla metà delle settimane contributive che versate negli ultimi quattro anni. Inoltre il diritto all’assegno NASpI non impedisce che il disoccupato provi a guadagnare altrimenti, per esempio da autonomo, tramite l’apertura di una partita IVA.

In generale la NASpI è sempre compatibile con la partita IVA se si rispettano due requisiti. Bisogna aver perso il lavoro in modo involontario. Per esempio, a causa di un licenziamento o scadenza del contratto. E poi bisogna aver versato almeno tredici settimane di contributi negli ultimi quattro anni. Ma cosa succede se si comincia a fatturare tanto con la partita IVA? Se il guadagno è alto, ovviamente il diritto alla NASpI potrebbe decadere. Per la legge in vigore chi fattura più di 4.800 euro l’anno perde infatti la NASpI. Chi invece rimane sotto questa soglia, può comunque ottenere il 20%.

Dal primo gennaio 2024 cambieranno i requisiti per ottenere l’assegno con partita IVA. Mentre fino al 2023 la NASpI è stata compatibile con l’apertura o la gestione di una partite IVA che nell’anno precedente aveva maturato un reddito inferiore a 8.145 euro e in calo di almeno il 50% rispetto al triennio precedente.

Aprire una partita IVA senza perdere l’assegno NASpI: ecco come si fa

Per la legge, un soggetto titolare di partita IVA non movimentata negli ultimi dodici mesi precedenti la presentazione della Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), può essere considerato soggetto privo di impiego.

NASpI e partita IVA: nuovi requisiti
Come comunicare l’apertura della partita IVA con la NAPsI – lamiapartitaiva.it

Posto che la titolarità della partita IVA non fa perdere di per sé il diritto alla NASpI (purché il reddito presunto non superi il tetto indicato), la titolarità di partita IVA va per forza comunicata. Tale obbligo si presenta se l’attività era preesistente al momento della presentazione della domanda NASpI. In questo caso il reddito annuo presunto dell’attività di lavoro autonomo deve essere comunicato, entro 30 giorni dall’invio della domanda

La comunicazione deve arrivare anche se si tratta di una nuova attività, e in questo caso entro 30 giorni dall’inizio. La domanda. va fatta all’INPS In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’avvio dell’attività, tramite il servizio NASpI-Com: invio comunicazione, accessibile con le proprie credenziali.

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