Categories: News

Partita Iva, controlla se ti conviene. O se ti conviene ancora

Published by
Pasquale Conte

Conviene veramente aprire la Partita Iva oggi? O conviene ancora tenerla aperta? Ecco cosa sapere sulle tasse da pagare.

Sempre più persone negli ultimi anni stanno decidendo di aprire una Partita Iva. Per poter intraprendere un’attività da freelance o libero professionista, ma anche per dare il via alla propria attività personale ed indipendente. Ci sono diverse modalità, che variano in base al reddito annuo.

Partita Iva, ecco come scoprire se conviene davvero – Lamiapartitaiva.it

Se da un lato c’è il regime forfettario che permette di godere di alcune importanti agevolazioni fiscali, dall’altra c’è chi è obbligato a procedere con la Partita Iva ordinaria. Ma quanto si paga di tasse? Conviene veramente aprirne una? E con quali tassi? Ecco tutto quello che c’è da sapere, così non sbaglierete più nulla e avrete chiaro ogni singolo aspetto di questo sistema.

Partita Iva: ecco tutte le tasse da pagare

Se avete deciso di aprire una Partita Iva ma avete dubbi in merito a quelle che sono le tasse da pagare, allora questo specchietto vi tornerà utilissimo per capire in quale regime potrete attestarvi e quali saranno i costi annuali da sostenere.

Le tasse da sostenere con la Partita Iva – Lamiapartitaiva.it

A partire dal regime forfettario, introdotto per la prima volta nel 2015 e pensato per chi ha una somma di ricavi e compensi non superiore a 85.000 euro l’anno. In questo caso, l’aliquota applicata è pari al 5% per le startup di nuova costituzione e per i primi 5 anni, del 15% per tutti gli altri. Chi sceglie questo regime, non pone in essere gli adempimenti Iva in fattura.

Per il regime ordinario, invece, è necessario pagare l’Iva, l’IRPEF, l’IRES e l’IRAP. L’Iva ha un’aliquota compresa tra il 4% e il 22%, e dipende dal tipo di prodotto o servizio fornito. Per quanto riguarda l’IRPEF, invece, si tratta di una tassa progressiva che va dal 23% al 43% in base al proprio reddito personale. Con scaglioni che vanno dal limite minimo di 28.000 alla soglia superiore a 50.000,01 euro.

L’Ires è invece la tassa per società e trust sostitutiva dell’Irpef, anch’essa determinata tenendo conto della base imponibile. L’aliquota è però proporzionale e non progressiva al 24%. Infine l’Irap, con l’imposta regionale dedicata alle attività produttive s.p.a., s.r.l., s.a.p.a., s.n.c. e s.a.s. Con l’aliquota del 3,9% ma che ogni Regione può decidere di aumentarla o ridurla fino ad un massimo del 0,92%.

Bisogna poi tenere conto della tassazione con regime semplificato, che prevede le stesse tasse del regime ordinario ma per attività di minori dimensioni. Con il regime di cassa che entra in gioco e prende il posto del regime di competenza.

Pasquale Conte

Recent Posts

Erogazioni pubbliche: scadenza rendicontazione in Nota integrativa coincide con approvazione bilancio

Mancano pochi giorni alla scadenza per approvare il bilancio comunale, e l’ansia è palpabile nei…

47 minuti ago

Sindaci sotto la lente: come controllare efficacemente la gestione dei rischi nei comuni

Quando si parla di organo di controllo, non basta più limitarsi a mettere una crocetta…

5 ore ago

Delibera Assembleare Nulla sui Beni di Proprietà Esclusiva nei Condomini: Cosa Dice la Legge

«L’assemblea condominiale ha l’ultima parola sui beni comuni». È una frase che si sente spesso,…

7 ore ago

Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto sul Riordino delle Sanzioni del TUF: Novità e Impatti sul Mercato dei Capitali

Il Consiglio dei Ministri ha appena dato il via libera a un decreto che potrebbe…

23 ore ago

Nuovo Decreto Fiscale 2024: Annunci Ufficiali dal Viceministro Leo a Torino

Ieri, nella sala congressi di Torino, il silenzio si è fatto denso di aspettative quando…

1 giorno ago

Nuove Tabelle Ufficiali: Aggiornati i Costi Medi Orari in Edilizia per il 2024

Il fisco cambia, le regole contabili si aggiornano, e il diritto societario non resta mai…

1 giorno ago